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Stefano Lucidi resta in carcere

''personalità inquietante, cinico e violento''

Resta in carcere Stefano Lucidi, il 35enne che investì lo scorso maggio a Roma due giovani fidanzati in sella ad uno scooter e venne condannato in primo grado, lo scorso 26 novembre , a scontare 10 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo.

Il gup Claudio Carini ha respinto la richiesta del difensore di Lucidi. Il giudice dell’udienza preliminare ha anche disposto il risarcimento in sede civile per i familiari dei due giovani morti nell'incidente, Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, che si erano costituiti in giudizio.

L'incidente avvenne il 22 maggio scorso , Lucidi, a bordo della sua Bmw, investì passando con il rosso all’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita i due fidanzatini romani, da allora l’uomo non è mai uscito dal carcere. Si tratta del primo caso in Italia in cui è riconosciuto l'omicidio volontario con dolo per una morte dopo un incidente stradale.

Motivando il provvedimento che ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per Lucidi, il giudice  sottolinea anzitutto che l'esame degli atti processuali "evidenzia una personalità inquietante", Lucidi ha precedenti penali e giudiziari per furto, lesioni volontarie e violenza privata, tanto che –citano gli atti- "appare soggetto cinico, privo di scrupoli, sprezzante delle regole, incline al ricorso alla violenza fisica, incapace di contenere adeguatamente gli impulsi e di misurare le proprie reazioni". Il giudice aggiunge poi che da oltre 10 anni "Lucidi fa uso di hashish e di cocaina e non risulta mai aver, in modo responsabile, affrontato le proprie problematiche". Stefano Lucidi rimarrà quindi in carcere, il suo avvocato già ha annunciato di voler impugnare la sentenza.

 
 

[01-12-2008]

 
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