Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Rompere le catene del passato

Vi capita mai di esaminare la vostra vita? Facendo attenzione nell’osservare tutti i vostri pensieri, vedrete che spesso stanno nel passato o nel futuro. Questo ci serve per renderci conto di quanto poco viviamo il presente, di quanto poco probabilmente ci sentiamo vivi. L’ “ora” è l’unica cosa reale che abbiamo perché né il prima né il dopo è fonte di certezza.

Inconsciamente non riusciamo mai ad essere liberi perché rimaniamo ostaggi dei nostri pensieri. Possiamo raggiungere il futuro se il passato è ancora presente?
Quanto vengono minacciate le nostre relazioni dal passato?
Molto spesso sentiamo che il nostro presente tarda ad arrivare mentre il nostro passato è proprio lì, davanti ai nostri occhi.
Qui si trovano le “catene” che ci tengono legati.
Catene che possono essere positive o negative; malesseri o piaceri che rievochiamo soltanto in base al nostro stato d’animo.
La prima cosa che ci incatena e ci impedisce di essere veramente liberi e vivi, sono le esperienze negative del passato. 
Se ci rendiamo conto di essere influenzati da una di queste esperienze credo sia necessario ritornare su questa esperienza anche se il percorso da fare è molto doloroso. Metabolizzare questo significa ammettere a noi stessi di aver perdonato e di non serbare più rancore e odio. Bisogna sforzarsi di trasformare il doloroso passato in un presente pieno si speranze.

Un’altro tipo di catena, che ci può legare interiormente, sono le esperienze positive del passato. E’ così bello richiamarle alla memoria e trarne alimento. Ma in ciò nasconde un pericolo: possiamo cadere vittime di quella malattia che chiamiamo nostalgia cronica. Sapete cosa succede? Smetteremo di vivere! Abbandoneremo il presente. Anzi, con ogni probabilità distruggeremo il presente.
Dobbiamo lasciar andare via queste persone dalla nostra vita. Se restiamo legati a loro, non impareremo ad amare il presente e non impareremo ad amare le persone con cui stiamo. 
Tutto questo sicuramente è molto doloroso, ma è necessario per riavere la libertà. E’ meglio un dolore che urla che una ferita sempre aperta.
Capita spesso che quando stiamo male ci viene quasi in automatico di abbracciare un ricordo, come se ci sollevasse dalle nostre sofferenze.
E invece no. E’ solo un dolore più grande che fa scomparire un dolore più piccolo. 
Molti perdono il miglior periodo della propria vita perché sono troppo concentrati sul passato, incatenati alle belle esperienze del passato.
Ecco, queste sono le catene che ci impediscono di essere felici. Bisogna smetterla di attaccarci al passato. Nulla è essenziale, solo noi stessi siamo essenziali per noi stessi, ma se anche noi ci perdiamo è la fine. 

Il cuore umano è una grande calamita e non c’è bisogno di dirvelo, perché tutti ne avete fatto l’esperienza. Vogliamo possedere cose, persone, e da esse non separarci mai. Diventiamo dipendenti e perdiamo la libertà. Spesso non lasciamo liberi neppure gli altri. 
Queste catene sono difficili da spezzare, è vero, ma non impossibili. 
Possiamo vivere ed essere liberi credendo nelle cose impossibili e nei miracoli. Quelli che possiamo fare anche noi!
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it   

[01-12-2008]

 
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