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Flags Of Our Fathers

di Clint Eastwood. Con Ryan Phillippe, Adam Beach

di Svevo Moltrasio

Penalizzato da un' inadeguata promozione/distribuzione sia in patria che da noi (qui non s'è nemmeno visto un trailer) FLAGS OF OUR FATHERS è il primo capitolo di un' ambiziosa rilettura della battaglia di Iwo Jima del vecchio Eastwood: difatti a breve seguirà il film che racconta la terribile guerra vissuta dai giapponesi LETTERE DA IWO JIMA .

Se per decenni l'attore-regista è stato sottovalutato, oggi, viste le reazioni a questo nuovo film, dai più resta ancora incompreso: retorico o antiretorico, patriottico o antiamericano, classico o spielberghiano? Incredibile come molta critica si sia divisa su questi aspetti. In realtà del collega qui produttore, Eastwood sembra scimmiottare lo sbarco di SALVATE IL SOLDATO RYAN, confezionando una prima parte molto spettacolare che poi viene lentamente ribaltata.

Il regista si appropria per l'ennesima volta (dopo il western, lo sportivo, il giallo) di un genere portante del cinema americano, quello bellico, per rivoluzionarlo dall'interno, sgretolandone gli stereotipi: il plotone dei tre protagonisti è fatto fuori con un magistrale crescendo di flash back contrapposto al falso alza bandiera messo in scena nello stadio. Proprio in quel momento, tornando nel punto in cui avevano incominciato a riemergere i ricordi della guerra, facendo punto e a capo inizia il vero film di Eastwood. Se in Italia si fossero presi almeno la briga di tradurre il titolo (Le bandiere dei nostri padri) molti non avrebbero commesso l'imperdonabile ingenuità di vedere nell'ultima parte del film, quella che appunto parla più direttamente dei padri del titolo, un' inutile coda patetica fuori delle corde del regista.

Invece è tutto lì il film: solo alla fine Eastwood spoglia - anche letteralmente vista la meravigliosa scena finale - i personaggi e il film di tutta la messa in scena, sia quella di un paese che vende una guerra tramite una foto falsa, che quella di una realtà irraccontabile anche tra padri e figli. Opera imperfetta, forse perché troppe menti autonome vi hanno messo le mani - oltre alla produzione di Spielberg non bisogna dimenticare la sceneggiatura di Paul Haggis - e perché non riesce e non vuole essere un film di personaggi, FLAGS OF OUR FATHERS, col suo svolgimento anche contorto e altalenante, ha però la forza del grande cinema, epico ed intimo allo stesso tempo.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - eastwood - guerra
 

[19-11-2006]

 
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