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Quale Amore

di Maurizio Sciarra. Con Giorgio Pasotti, Vanessa Incontrada

Durante una sosta, prima in aeroporto poi in albergo, Andrea racconta ad uno sconosciuto la sua tragica storia: giovane banchiere svizzero, nell'arco di pochi anni trova moglie e mette su famiglia. Peccato che nel giro di poco tempo perda il senno e per gelosia, o chi sa che altro, ammazzi a pugnalate la bella moglie.

Partendo da una complessa opera di Tolstoj (La sonata a Kreutzer) a Sciarra riesce il miracolo di spogliare completamente il film di tutte le qualità del romanzo: sia per quanto riguarda la violenta denuncia contro l'istituzione del matrimonio nella borghesia russa, che qui è trasformata in sterili monologhi contro i mulini a vento, quanto nella tensione narrativa che nel film è completamente assente. Così come nel tratteggio dei personaggi che si limita ad un protagonista rigido e freddo, interpretato malamente da Giorgio Passotti cui va la scusante di dover recitare battute inascoltabili, e una Vanessa Incontrada che non ripaga lo spettatore dei suoi ridicoli spasmi d'estasi musicale nemmeno con le decine di scene di generoso nudo.

Che l'operazione è completamente sbagliata si capisce sin dal principio, quando un' inutile inquadratura in digitale segue un aereo di linea in mezzo alle nuvole (e ci si chiede se ci si ritrova di fronte ad uno spot che precede il film). Fan tenerezza Arnoldo Foà e Maria Schneider: il primo costretto, alla faccia della verosimiglianza, a sorridere e sdrammatizzare i racconti di uno spietato uxoricida, la seconda relegata in un ruolo avulso.
Da cartolina anche la Svizzera raccontata nei flash back, immancabilmente fredda, grigia, silenziosa e ordinata.

*1/2

Svevo Moltrasio

[26-11-2006]

 
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