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E' morto Sandro Curzi

aveva 78 anni, maestro di giornalismo

E' morto questa mattina a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Aveva 78 anni; era nato a Roma il 4 marzo 1930. Militante del Partito Comunista, poi Rifondazione Comunista con Fausto Bertinotti, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni '80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista ''Liberazione". Attualmente era consigliere d'amministrazione della Rai.

BIOGRAFIA

Frequentando il ginnasio "Tasso" a Roma, a tredici anni entra in contatto con gruppi della Resistenza antifascista capeggiati da Alfredo Reichlin; insieme a lui Citto Maselli, i fratelli Aggeo e Arminio Ravioli. Il suo primo articolo è sull'"Unità clandestina" per raccontare l’assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini.

Le manifestazioni studentesche antifasciste sono attive in tutta Roma e Curzi collabora attivamente con il gruppo partigiano romano che opera nella zona Ponte Milvio-Flaminio.

Nel marzo del 1944 gli viene concessa, nonostante la minore età, la tessera del Pci.

Nel 1947-48 lavora al settimanale social-comunista Pattuglia, diretto dal socialista Dario Valori e dal comunista Gillo Pontecorvo. Nel 1949 diventa redattore del quotidiano della sera romano "La Repubblica d’Italia", diretto da Michele Rago. Nello stesso anno è tra i fondatori della Federazione Giovanile Comunista Italiana, di cui viene eletto segretario generale Enrico Berlinguer.

Divenuto capo-redattore del mensile della Fgci "Gioventù Nuova", diretto dallo stesso Enrico Berlinguer, cura anche l’antologia per giovani “L’avvenire non viene da solo” illustrata dalla pittrice Anna Salvatore, di cui si vendono 150 mila copie.

Nel 1951 è inviato nel Polesine per raccontare le conseguenze di quella tragica alluvione e vi rimane per un lungo periodo come segretario della Fgci.

Nel 1954 si sposa con la giornalista e “compagna” Bruna Bellonzi (avranno poi una figlia, Candida, destinata anch’essa a fare il mestiere di giornalista).

Successivamente sarà capocronista e caporedattore centrale de L'Unità, oltreché responsabile propagandistico per il PCI. Dal 1967 al 1975 è vicedirettore di Paese Sera, e nel 1968 scrive un articolo in favore della contestazione giovanile in atto proprio in quell'anno. Nel 1975 si dimette per entrare come redattore ordinario al Gr Rai, da cui passerà al neonato TG3. Direttore del telegiornale di Rai Tre, noto anche come "Tele-Kabul"

Condirettore del telegiornale della terza rete dal 1978 al 1984, ne sarà direttore dal 1987 al 1993, confermando la prevalenza dei comunisti nella più piccola rete televisiva nazionale. Dopo la prima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi (1994), non accetta di far parte della Rai presieduta da Letizia Moratti e si dimette da ogni incarico.

Dopo aver diretto il telegiornale della ormai defunta rete televisiva Telemontecarlo, Curzi avrà un'esperienza a Mediaset come editorialista di Maurizio Costanzo, ma nel 1996 torna in Rai (e più precisamente a Rai Uno) per condurre il programma I grandi processi. Nel 1991 aveva nel frattempo aderito a Rifondazione Comunista, di cui sarà candidato per il comprensorio del Mugello (otterrà il 13% delle preferenze, finendo dietro all'ulivista Antonio Di Pietro) e direttore del quotidiano ufficiale (Liberazione) dal 1998 al 2005.

Nell'estate 2005 viene nominato consigliere della Rai in qualità di rappresentante politico del gruppo PRC-Verdi: per pochi giorni diventa presidente della stessa, in quanto consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli. 

 
 

[22-11-2008]

 
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