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Politici all'appello tra presenti e assenti ingiustificati

Pdl meglio dell'opposizione, la migliore č la Bindi

 di Filippo Pazienza

In principio ci aveva pensato l"Espresso", nella sua inchiesta sul ministro Brunetta , a considerare le presenze da europarlamentare dell'attuale responsabile della Funzione pubblica come paramentro di valutazione sull'operato di un politico. Stavolta, tocca invece al "Corriere della Sera" analizzare i dati sulla partecipazione a sedute e votazioni dei deputati italiani, più o meno illustri. Di positivo, bisogna sottolinearlo, c'è che in entrambi i casi lo spunto arrivi da un riferimento oggettivo che consente di sbaragliare immediatamente il campo da ogni possibile interpretazione personale. Se il settimanale aveva preso spunto direttamente dal sito personale di Brunetta, il quotidiano di via Solferino approfitta invece della nuova banca dati consultabile sul sito della Camera dei Deputati.

Nella sezione "Deputati/statistiche/come hanno votato", aggiornata mensilmente, sono riportate presenze, assenze e percentuali di partecipazione di ogni deputato alle sedute nelle quali erano previste deliberazioni. Prima di passare al dettaglio dei dati, è corretto ricordare (come peraltro fatto dal "Corriere") che in molti casi possiamo parlare di assenza giustificata per tutti coloro che oltre alla carica di deputato rivestono anche incarichi che portano il parlamentare ad assentarsi per quella che tecnicamente viene definita "missione". Non è un caso, allora, che proprio il premier Berlusconi sia stato presente solo allo 0,06% delle votazioni effettuate dall'inizio della XVI legislatura (13 novembre 2007). Percentuale che però cresce ad un ottimo 98,91% se si considerano le numerose sedute saltate proprio per espletare altrove il ruolo di capo del governo.

ECCO LE PRESENZE DEI POLITICI

In tempi come questi in cui l'appeal del politico presso i cittadini segna i minimi storici, merita senza dubbio una lode l'esponente del Pd, Rosy Bindi, che tra incarichi di "missione" e presenze in aula fa registrare un perfetto 100%. Passando alla maggioranza, sono molti i personaggi del centrodestra che si distinguono per l'assidua presenza: Antonio Leone (99,87%), Maurizio Lupi e Mariella Bocciardo (99,74%), fino ad arrivare al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che supera anch'egli la soglia del 99% (99,49%). Restando alla Lega, anche Umberto Bossi se la cava egregiamente con un 95,01% che gli ha permesso di saltare solo 78 sedute da quando è in carica l'attuale governo.

L'opposizione? Se eccelle con la Bindi, l'alleanza tra Pd e Idv non tiene invece il passo della maggioranza nè se si considerano i big, Veltroni è stato fin qua presente solo al 17,67% delle sedute e Di Pietro al 26,18%, nè se si fa riferimento all'insieme dei gruppi parlamentari dove guida la Lega Nord Padania (92,36%) davanti al Pdl (89,61%) e Pd (83,60%). Tenendo conto anche di quella "moralità" cui spesso fa riferimento, delude il risultato dell'Italia dei valori che chiude la classifica con appena il 73,45% delle presenze. Al di sotto della soglia dell'80% vanno anche tutti i restanti gruppi, dall'Udc (77,2%) al Gruppo misto (73,65%).

Premesso che la percentuale di presenze non è l'unico e più funzionale parametro di riferimento per valutare l'operato di un politico, resta il fatto che strumenti come questo consentono di avere un quadro della situazione comunque più chiaro sulla vita politica dei nostri rappresentanti. Un elemento utile, che comporta un minimo di diminuzione di quella distanza tra "Palazzo" e cittadini spesso denunciata a livello di opinione pubblica.

[20-11-2008]

 
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