Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
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Sentirsi lontani

La lontananza è sinonimo di divisione o di comunione? 
Ci capita sempre più frequentemente di vivere relazioni a distanza; chi per studiare, chi per rincorrere un sogno professionale, siamo ormai in tanti a lasciare le nostre città alla conquista di nuove terre.
 
Molti pensano che la lontananza provochi sempre la fine di qualcosa.
Perché alla separazione associamo l’inizio della chiusura di un rapporto?

Penso che la lontananza possa essere un mezzo per unire ciò che è destinato a restare insieme.
 
Anticipa solo quei processi che si sarebbero comunque verificati nel corso del tempo. E’ un amplificatore dei nostri sentimenti: sia in positivo che in negativo. Quando finisce una storia d’amore a distanza o perdiamo per strada degli amici, come quelli di scuola o ex colleghi, ci viene quasi spontaneo pensare che  la colpa sia della “lontananza” o della mancanza di frequentazione quotidiana. 

Perché non abbiamo coraggio di ammettere a noi stessi che questi rapporti, invece, non avevamo amore a sufficienza per  superare un evento critico come la separazione? 
La lontananza pone solo un vincolo: bisogna avere un amore straboccante per chi ci è lontano.
 
L’amore vero, che sia verso un compagno o verso un amico non si dissolve con i chilometri ma si fortifica con la distanza. Un genitore non si dimentica di un figlio che è dall’altra parte del mondo.

La lontananza ci libera dal superficiale e ci avvicina a sentimenti molto più alti come “l’amore vero”; quello che non conosce distanza, che fa aumentare la suspance dell’attesa del prossimo incontro. La distanza ci fa ottimizzare i tempi e migliorare i rapporti.

Quando ci sentiamo amati nonostante la lontananza dal nostro partner, quando un amico ci chiama per un consiglio e noi siamo distanti chilometri e chilometri mentre potrebbe consigliarsi con il suo vicino di casa, quando ci sentiamo scelti in queste relazioni, quando il rapporto che abbiamo creato è esclusivo in ogni sua forma e genere, possiamo dire che i sentimenti che ci uniscono sono sinceri e veri. Queste sono le relazioni dove non ci sono interessi. Queste sono le relazioni che durano negli anni.

Quando ci allontaniamo dalla città che ci ha cresciuti e ci ritroviamo a lasciare dalla nostra casa ai nostri famigliari, dal nostro partner agli amici, è sempre un momento difficile. Ci sentiamo persi e molto spesso soli. 
La lontananza in questi momenti ci insegna a parlare con noi stessi e capire ciò che ci manca davvero.
E' come se portassimo con noi tante matasse di filo dove dall’altro capo abbiamo tutte le persone che lasciamo. Così con il passare dei giorni, quando la paura del nuovo posto e delle nuove abitudini si placa, ci rendiamo conto che il nostro panorama diventa sintetico. Il numero degli amici si riduce drasticamente e spesso la relazione che credevamo fosse per sempre, finisce. Così guardiamo i fili che ci univano alla nostre relazioni e alcuni li troviamo logori, altri spezzati, chi è rimasto appeso ad un filo sottile che basta un soffio per romperli ed altri ancora che si rafforzano fino a diventare indistruttibili. 
 
Io ho provato questo sulla mia pelle e devo dire grazie a Ilde a Rita e a Valeria per aver reso la nostra amicizia indissolubile. 
 
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it  

[16-11-2008]

 
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