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Derby romano, passione eterna

un evento unico al mondo

di Simone Chiaramonte

Passione, entusiasmo, colori ma anche razzismo e tanta violenza. E' la presentazione del derby capitolino dell' Irish Times, in un lungo articolo pubblicato in versione cartacea e su internet.

Il giornale irlandese esordisce con il resoconto di una giornata assurda per la città di Roma: è il  21 marzo 2004, allo stadio Olimpico tre ultras della Roma avvicinano il capitano Francesco Totti che, dopo la breve discussione, si reca dall'allora coach Fabio Capello. "Se giochiamo, vengono ad ucciderci", sono le minacce riportate all'allenatore, collegabili ad una notizia da poco diffusasi all'interno dello stadio, secondo la quale un bambino sarebbe morto dopo essere stato investito da una camionetta della polizia.

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E' una dimostrazione dell'incredibile forza e influenza degli ultras dal momento che, nonostante la notizia si  riveli clamorosamente falsa, alla fine il match viene sospeso, dando così il via libera a violenze inaudite al di fuori dello stadio tra tifosi e tra supporters e polizia: in totale sono 150 i feriti.

L'Irish News torna indietro nel tempo per raccontare una giornata, questa sì, realmente drammatica. Ottobre 1979, Vincenzo Paparelli, un tifoso della Lazio, viene colpito in pieno volto da un razzo lanciato dalla curva romanista, causandone l'immediata morte. Dopo 29 anni trascorsi dall'uccisione, una targa in curva Nord e diverse scritte sui muri disseminate in vari punti della città ricordano il supporter biancoceleste.

Dalla violenza fisica a quella verbale, sono molteplici gli episodi di razzismo. Racconta l'Irish Times che nel giorno del derby nella città e dentro lo stadio proliferano messaggi e simboli rievocanti il fascismo, di cui i tifosi laziali appaiono storicamente come i principali autori. Negli ultimi anni tuttavia le responsabilità si sono equamente distribuite in entrambe le tifoserie, come risultato dell'attenuazione dell'antica rivalità politica fra le due curve.
Uno dei momenti più emblematici in questo senso rimane la discussa esultanza di Paolo  Di Canio con il braccio destro sollevato nel gennaio 2005.  

Una rivalità sportiva che dura da 79 anni quella fra la Lazio e la Roma (43 le vittorie dei giallorossi, 33 quelle dei biancocelesti, ndr). Vincere il campionato o anche evitare la retrocessione è secondario nella capitale italiana rispetto al risultato del derby.

Nell'ultima giornata di Serie A della stagione 1972/73 la Lazio, a due punti dalla capolista Juventus, deve affrontare il Napoli mentre i torinesi se la devono vedere proprio contro la Roma, in lotta con l'Atalanta per non retrocedere in B. I tifosi romanisti per tutta la partita acclamano i bianconeri. La Lazio vince puntualmente il match 3-0 ma la gioia del primo scudetto le viene negata proprio dai "cugini", che nei minuti finali concedono un gol alla Juve.

Derby vuol dire rivalità ma soprattutto passione. "Nel giorno della partita i canti dei tifosi convergono sul Colosseo ad annunciare una battaglia fra gladiatori, in un mare di colori, luci e cerimoniali".  Domenica sera non si giocherà per i tre punti ma per il sacrosanto diritto di poter festeggiare e schernire gli sconfitti lunedì mattina al lavoro. 

ARTICOLO IRISH TIMES

IL DERBY PER CONTI E GIORDANO

[13-11-2008]

 
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