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Sotto sequestrato il gassificatore

Malagrotta: due persone indagate

E' stato sequestrato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) il gassificatore della discarica di Malagrotta e che sarebbe stato inaugurato giovedì. L'impianto sarebbe stato privo della certificazione di prevenzione incendi e non rispondeva ad altri requisiti di legge.

Nell'inchiesta due persone sono state indagate: il presidente del Co.la.ri (Consorzio laziale rifiuti) che gestisce Malagrotta, Manlio Cerroni e il responsabile dell'impianto Francesco Rando.

A disporre il sequestro è stato il gip di Roma, dopo gli accertamenti del Noe. L'inceneritore (definito tecnicamente "gassificatore") brucia il combustibile ottenuto dai rifiuti (il cdr) e produce energia. Il gip contesta la mancanza della certificazione di prevenzione incendi, e la violazione dell'articolo 46 del dgls 81/2008. In un passaggio dell'ordinanza di legge si legge che "è estremamente inquietante il periculum in mora desumibile dalla natura dell'attività svolta nell'impianto di gassificazione. Sussiste fondato pericolo che la prosecuzione dell'attuale esercizio dell'impianto possa protrarre le conseguenze del reato".

Attendiamo di conoscere le motivazioni della magistratura, ma saremo comunque vigili, perché non vogliamo che ci siano ombre sulla gestione privata". Così il sindaco, Gianni Alemanno, ha commentato la notizia del sequestro.

L'azienda Co.la.ri. ha diramato un comunicato in cui spiega che tutto era in regola: "il provvedimento di sequestro del gassificatore notificato in data odierna è, anche ad avviso dei nostri tecnici, il risultato di una non corretta interpretazione della normativa di riferimento da parte delle Autorità giudiziarie competenti, le quali, non condividendo il punto di vista della Regione Lazio, ha ritenuto che il gassificatore fosse già in esercizio. Sta di fatto che, come è stato precisato da ultimo con l’allegata nota dell’8 novembre 2008, l’impianto non è in esercizio (la partenza delle attività è prevista per il 1° gennaio 2009) e che, in base alle autorizzazioni ricevute (Decreto Commissario Regionale n. 37/08 e successive integrazioni), Colari ha puntualmente osservato ogni prescrizione prevista dalla legge per la distinta fase delle “attività preliminari all’esercizio dell’impianto”. Il d.p.r. 37/98 è d’altronde assolutamente chiaro: il previo conseguimento del Certificato prevenzione incendi ovvero la presentazione di DIA sono necessari soltanto per l”esercizio dell’attività. L’impianto, dunque, si trova in una fase precedente l’esercizio. Ciò peraltro non vuol dire che in tale fase non siano state assicurate condizioni di assoluta sicurezza. Tutte le infrastrutture necessarie all’ottenimento del Certificato di prevenzione incendi sono state infatti già realizzate e collaudate e l’impianto risponde a tutte le disposizioni che, in base al titolo IV del d.lgs. 81/08, disciplinano la sicurezza delle infrastrutture in “fase di attività di avvio impianto”.

 
TAG: rifiuti
 

[11-11-2008]

 
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