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Modigliani in mostra a Frascati

Immagini di una vita

Di Giuseppe Duca

Fino al prossimo 11 gennaio, le Scuderie Aldobrandini di Frascati ospitano la mostra “Amedeo Modigliani, immagini di una vita”.

Fortemente voluta dal sindaco Francesco Paolo Posa e dall’Assessore Stefano Di Tommaso, la rassegna mette eccezionalmente a disposizione lettere, fotografie e documenti in gran parte inediti, provenienti dagli archivi raccolti dalla figlia dell’artista, Jeanne, dal primo dopoguerra e poi amorevolmente conservati ed ampliati dall’attuale archivista Christian Parisot.

Per la prima volta in Italia viene esposta un’opera dipinta nel 1917, “La Femme aux macarons”, ed una serie di elaborazioni fotografiche realizzate in esclusiva da Anna Marceddu, che illustrano il percorso di Amedeo Modigliani, dalla Sardegna alla Toscana, da Venezia a Parigi, raccontando per immagini le emozioni, i segni e le tracce del complesso rapporto tra l’opera e la vita del Maestro. Di assoluto valore spettacolare la cartolina stroboscopia inviata da Frascati all’amico Manlio Martinelli con le indicazioni autografe, in italiano ed in ebraico, “Fresco Frascati, Vedo doppio”, segnale di un raro momento di volontà ironica nella vita di Modigliani. Su invito del curatore Massimo Riposati ed in esclusiva per questa esposizione quattro tra i più noti artisti italiani, Baldo Diodato, Renato Mambor, Luca Maria Patella e Vettor Pisani hanno realizzato un vero e proprio omaggio a Modigliani, quasi una mostra nella mostra, con opere ispirate alla sua poetica, realizzate conservando le proprie personali specificità e originalità artistiche. “La mostra che ospitiamo alle Scuderie Aldobrandini – ha spiegato il sindaco Posa - vuole stabilire un collegamento tra Modigliani ed il suo tempo, in particolare per interpretare il significato che l’artista ha avuto in quel periodo, con una proiezione che allo stesso tempo ci separi da quel momento e che ci faccia guardare al futuro. Quel futuro a cui siamo particolarmente attenti, avendo proposto in questi anni una continuità di eventi che vedono protagonisti importanti artisti contemporanei, in questo caso Baldo Diodato, Renato Mambor, Luca Patella e Vettor Pisani, che in mostra rendono omaggio al genio livornese con una loro opera inedita”.

Il trasferimento del Modigliani Institut da Parigi a Roma, con il passaggio di oltre seimila documenti appartenuti all’artista e conservati per oltre 50 anni nella capitale francese, ha rappresentato il primo fondamentale passo per restituire all’Italia la “memoria” del genio livornese. Oggi l’impegno del suo Presidente, Christian Parisot, è di creare le condizioni economiche, logistiche e istituzionali per la nascita della “Casa Modigliani” in Italia, in collaborazione con ANCI, UPI e CIDAC, promuovendo una serie di attività di divulgazione storica e scientifica, affinché diventi un luogo innovativo e contemporaneo in grado di sviluppare una più ampia conoscenza sulla vita e l’opera dell’artista livornese, per attrarre turismo culturale e aggregare studiosi, accademici e operatori culturali di tutto il mondo.

La lenta ricostruzione dell’itinerario italiano di Modigliani prende il via in Sardegna, dove Flaminio, il padre dell’artista, a Iglesias possedeva la quarta proprietà in termini di estensione dell’isola: uliveti, vigneti e una miniera, che davano solidità all’impresa Modigliani. Il percorso prende quindi in esame l’apprendistato artistico che Modigliani ebbe a Livorno, con il maestro Guglielmo Micheli e nella frequentazione della Libera Scuola di Nudo di Firenze, sotto la guida di Giovanni Fattori. Ma soprattutto si concentra sui numerosi soggiorni che l’artista ebbe a Firenze, Roma e Venezia, o ancora a Pietrasanta, dove, lui che si è sempre sentito scultore, vide le cave di marmo che servirono per le sculture di Michelangelo. Quindi Parigi, tra Montmartre e Montparnasse, negli anni tra il 1906 ed il 1920, quando nella capitale francese si riuniva il meglio della cultura europea, da Matisse a Ricasso, da Severini a Boccioni, da De Chirico a Marinetti, da Van Dongen a Kisling, a Max Jacob, Brancusi e Soutine.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18. Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Per maggiori informazioni: 06 9417195.

[10-11-2008]

 
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