
Tre ragazzine belle, ricche e annoiate, passano le giornate a combinarle di tutti i colori. Arroganti e violente, nella ricerca continua del divertimento finiranno per dare vita ad un gioco pericoloso…
In concorso al Festival di Roma, UN GIOCO DA RAGAZZE segna un evento importante per la nostra cinematografia con l’esordio dietro la macchina da presa di un regista non ancora trentenne: Matteo Rovere, giovane autore romano con alle spalle già un’infinità di prestigiosi riconoscimenti ottenuti con alcuni cortometraggi. Il film trae spunto dal romanzo omonimo di Andrea Cotti, ed è sceneggiato da Sandrone Dazieri e Teresa Ciabatti, oltre che dallo stesso regista, ed è stato inizialmente vietato ai minori di 18 anni - divieto sceso poi ai 14 anni per uno dei tanti pasticci all'italiana.
Ambientata in un’imprecisata cittadina italiana, la pellicola si alterna tra lussuose ville dell’alta borghesia, seguendo le peripezie di tre ragazzine viziate che passano le giornate tra la scuola e le serate esagitate fatte di sesso, droga e alcool. Il film non si risparmia niente, buttando nel calderone tutti i vizi e i temi della cronaca attuale, rappresentando uno spaccato agghiacciante. Proprio questa sovrabbondanza però allontana il contesto dalla realtà, colpa anche di una scrittura approssimativa incapace di dare spessore ai personaggi. Tra dialoghi insulsi e ripetitivi, e una progressione narrativa fitta di stereotipi, il film frana su di una protagonista glaciale – che sembra appartenere al mondo dei fumetti, o cinematografico appunto - e dei personaggi che le ruotano attorno ridotti a marionette.
Con un copione del genere, il regista esordiente tenta di limitare i danni, lavorando su di una messa in scena vivace e dinamica, con inquadrature in continuo movimento, quasi a pedinare i personaggi. L’inesperienza affiora nell’abuso del montaggio alternato, che gira a vuoto, e in certi colpi ad effetto – lo sguardo in camera finale. Quel che più preoccupa è l’assenza totale di un punto di vista che giustifichi la storia raccontata: dietro a un freddo e patinato resoconto rischia di nascondersi il nulla.

[10-11-2008]
DOM[11-11-2008 12:05:40]
OK, era solo una curiosità. Questo film non l'ho visto, ma la recensione non è che mi attiri nel farlo.
SVEVO[11-11-2008 10:35:49]
..in prima pagina ci vanno tutte le uscite cinematografiche, a prescindere se siano o meno delle boiate, definizione poi del tutto relativa. Nello specifico, si è visto e recensito anche di peggio...
DOM[11-11-2008 10:18:47]
Dal commento, questo film mi sembra una boiata. Perché darne risalto in prima pagina?





