
Tre stelle vanagloriose e capricciose dello star system hollywoodiano sono costrette a convivere dentro lo stesso film: un war movie ad alto budget ambientato nel sud-est asiatico. Venire alle armi con un vero e sbraitante gruppo di guerriglieri asiatici li sveglierà finalmente dal sogno della finzione.
Quarta regia del famoso attore brillante Ben Stiller che, supportato nella scrittura dall’attore Justin Theroux e da Ethan Coen, dopo l’ambiente della moda di ZOOLANDER, decide di puntare il faro della parodia satirica sul mondo del cinema stesso. In particolar modo i giochi metacinematografici sono rivolti al genere del war movie, con riferimenti ad APOCALIPSE NOW, PLATOON, HAMBURGER HILL e molti altri film.
Stiller così gioca la carta d’un umorismo più elitario, rispetto alle regie precedenti, perché legato alle conoscenze cinematografiche, anche se non mancano spesso battute o trovate legate ad una comicità di situazione o fisica. Il cast è di altissimo livello e tutti i partecipanti rendono al massimo nei diversi ruoli, con due segnalazioni particolari: il redivivo Robert Downey Jr., ancora più apprezzabile non doppiato.
E soprattutto Tom Cruise, in un ruolo non pubblicizzato, che interpreta magistralmente un laido produttore cinematografico. Le maggiori risate provengono proprio da quest’ultima interpretazione con un Cruise pesantemente imbruttito dal trucco, con barba e pancia posticce, che rilancia al meglio la propria immagine inficiata dal legame con Scientology.

[06-11-2008]
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