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Si puņ fare

di Giulio Manfredonia. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli

di Svevo Moltrasio

Nella Milano degli anni 80 il sindacalista Nello è mandato a dirigere una cooperativa di malati di mente. Accolto con dissenso cercherà di guadagnarsi la fiducia dei nuovi particolari amici. Ne nascerà una grande avventura..

Il nuovo film di Giulio Manfredonia è passato fuori concorso all’ultimo Festival di Roma, ritenuto evidentemente inadeguato alla gara ufficiale - d’altronde già troppi capolavori nostrani si contendevano i premi: L’UOMO CHE AMA, PARLAMI DI ME, UN GIOCO DA RAGAZZE, IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA. Il film vede come protagonista Claudio Bisio, attore ancora alla ricerca del successo in ambito cinematografico.

Ambientando la pellicola agli inizi degli anni ottanta, Manfredonia racconta delle cooperative nate in seguito alla chiusura dei manicomi con la legge Basaglia. Il protagonista, un sindacalista fin troppo progressista, si ritrova a fronteggiare un gruppo di malati di mente il cui unico impegno è quello di incollare francobolli. La prevedibile riscossa è messa in scena con uno stile semplice che privilegia la leggerezza del racconto, rimarcando i toni e le situazioni ironiche. Oltre a respirarsi l’aria di tante altre pellicole, il film è costruito su incastri narrativi facilmente anticipabili.

Niente di quello che accade è frutto di particolari trovate. Ciononostante Manfredonia riesce a coinvolgere, grazie ad un’abile direzione del cast, sfruttando anche con mestiere i soliti clichè sui matti. Sono le curiose caratterizzazioni della colorata umanità che circonda il protagonista a dare spessore ad una pellicola che non ha paura di affogare in un utopico ottimismo – l’abbraccio finale con dolly a salire sembra quasi parodistico.   

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[06-11-2008]

 
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