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Italo-americani al voto

''vincerÓ Barack Obama''

Columbus Day

di Simone Chiaramonte

Gli accademici italo-americani non hanno dubbi: "Vincerà Barack Obama". Sul settimanale di America Oggi, primo quotidiano pubblicato in Usa in lingua italiana, una raccolta di autorevoli opinioni di intellettuali, alcuni dei quali danno un'indicazione sul loro orientamento di voto.

Di seguito riportiamo alcuni estratti.

Joseph La Palombara, Arnold Wolfers Professor of Political Science and Management Emeritus alla Yale University, il tallone di Achille di McCain sono la crisi economica e la scelta della Palin come vice: «Barack Obama dovrebbe vincere martedì prossimo. Primo, appare chiaro dai sondaggi che l'economia va oltre il razzismo. Se non ci trovassimo nel mezzo di un disastro economico, non penso Obama avrebbe vinto, senza contare che la sua campagna elettorale ha superato in costi quella di McCain in modo considerevole. Secondo, la scelta di Sarah Palin come vice presidente, ha avuto chiaramente un effetto negativo. Non solo gli indipendenti e gli elettori indecisi, ma anche molti Repubblicani sono rimasti sgomenti nello scoprire quanto poco sia preparata la Palin a fare il suo ingresso nella stanza Ovale qualora le circostanze lo richiedessero.

Stanislao Pugliese, docente di Storia, Hofstra University, si affida ad un'analisi storico-filosofica per esprimere la sua opinione: «Un sondaggio online di America Oggi rivela che il 71% dei suoi lettori preferisce Barack Obama. Il 23% è per John McCain. Ma una domanda più interessante da sottoporre ai lettori sarebbe quella di chiedere loro chi avrebbero votato se Rudy Giuliani fosse stato il candidato Repubblicano. Mai gli americani e gli italiani americani si sono trovati di fronte ad una così netta dicotomia nella scelta di un presidente».

Alexander Stille, San Paolo Professor di Giornalismo Internazionale alla Columbia University, punta il dito contro l'amministrazione Bush: «Otto anni di amministrazione Bush hanno creato un ambiente tossico nel quale sarebbe quasi impossibile vincere per un Repubblicano. All'amministrazione Bush è stato lasciato un surplus e ora ha raddoppiato il debito nazionale e incrementato il deficit. I salari medi hanno continuato ad andare a picco e la famiglia media vive peggio di otto anni fa». Su McCain invece il professore afferma: «John McCain sembrava il candidato Repubblicano con buone probabilità di superare questi conflitti visto il suo passato di indipendente e la sua abilità di attirare i Democratici moderati e gli Indipendenti, nonostante una storia fortemente conservatrice. Invece. ha portato avanti molto male la sua campagna, che non ha avuto come obiettivo i moderati, bensì volta a stimolare l'ala di destra del partito Repubblicano. La scelta di Sarah Palin ha peggiorato le cose, minacciando i punti di forza di McCain».

Anche Fred Gardaphe, Distinguished Professor of Italian American Studies al Queens College/Cuny e al Calandra Institute si schiera dichiaratamente a favore di Obama: «Voto per Barack Obama perché penso che rappresenti i valori della compassione che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia e che ho trasmesso ai miei figli e che insegnerò ai miei nipoti. Egli rappresenta anche la passione che ho imparato a trasmette nel lavoro della mia vita. Per me, un'amministrazione Obama rappresenta la possibilità di integrazione, la fattibilità di diffondere una larga base di saggezza, ed il miglior potenziale per risolvere i problemi attuali che minacciano il nostro futuro».

Jerry Krace, Murray Koppelman Professor, and Professor Emeritus, al Brooklyn College of The City University of New York, prende una posizione netta a favore di Obama: «Per piu di mezzo secolo, sono stato coinvolto nelle politiche elettorali americane.L'elezione di Barack Obama dimostrerà che in questi anni, tutti i miei sforzi, spesso senza alcun riconoscimento dal punto di vista professionale, e spesso anche pericolosi, sono valsi a qualcosa. Nel mio lavoro sugli studi italiani americani, ho spesso cercato (soprattutto invano) di tracciare paralleli tra le esperienze storiche degli italiani americani e africani americani. Non mi aspetto che Obama ottenga la maggioranza dei voti degli italiani americani, ma spero, qualora votassero per "l'altro", che lo facciano per delle buone ragioni».

In controtendenza Grace Russo Bullaro, docente di letteratura ed esperta di cinema italiano al Lehman College/Cuny: «Non posso votare per nessuno dei due candidati. Il mio voto sarebbe stato invece per l'unico uomo politico di cui mi fido: Colin Powell. Non posso votare per McCain sia perché lo considero un surrogato di Bush, sia perché troppo vecchio e inefficace. Ma ciò che è peggio, è l'orribile pensiero che, in caso di morte mentre è in carica, Palin diventerebbe presidente. Per quanto riguarda Obama, la sua arroganza, ancora prima di essere eletto, mi dà sui nervi e mi spaventa per il futuro. Siamo già stati testimoni delle conseguenze disastrose di un presidente la cui arroganza lo ha trasformato virtualmente in un dittatore. Inoltre, certe relazioni di Obama destano molti sospetti. Prima il reverendo Wright, poi Ayres, poi Acorn e ora Khalidi. Troppe! È stato catapultato nella presidenza da una stampa che gli perdona tutto e da un pubblico che essenzialmente non vota per lui ma contro Bush e l'attuale disastro che è diventata l'America».

VIDEO: Mike Rubino: I miei confetti italiani per Obama


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[04-11-2008]

 
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