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Alitalia, cresce il fronte del no

tensione e disservizi in aeroporto

Oggi i piloti, steward e personale di terra che rischiano il posto si riuniranno a Fiumicio nell'assemblea generale convocata al parchggio del Leonardo da Vinci. I dipendenti Alitalia decideranno se optare per la "linea dura"; ovvero blocco dei voli e aerei a terra. Ma la situazione è tesissima anche nell'indotto, dove sono almeno 3 mila gli addetti in ansia per il loro futuro.

I segnali preoccupanti si susseguono, da qualche giorno i lavoratori della Giacchieri (pulizie) hanno smesso il servizio alla palazzina del varco equipaggi con la spazzatura che si ammucchia ovunque. Giovedì gli autisti della Bracci, impresa di trasporti che al mattino preleva impiegati e dirigenti diretti alla Magliana hanno fermato le corriere. "Se non ci pagano non ripartiamo" hanno detto.

In serata il commissario liquidatore Augusto Fantozzi ha firmato i mandati, sull'orlo della rivolta anche i conducenti della Coopsar, la cooperativa che raccoglie sotto casa comandanti e hostess: da due mesi sono senza stipendio, l'altra sera sono stati ad un passo dallo sciopero improvviso che avrebbe impedito ai piloti di raggiungere gli aerei, fermando i voli. Ma a Fiumicino la protesta potrebbe insediarsi già da oggi, in seguito alle decisioni prese in assemblea. 

Massimo Notaro dell'Unione Piloti è stato chiaro "spero che i miei colleghi scelgano di non volare per Colaninno". I soldi in cassa per Cai ci sono; 270 milioni, giusto quanto basta per tirare avanti fino alla fine di novembre.

 
 

[03-11-2008]

 
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