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Sequestrati alimenti cinesi vietati

vasta operazione del Corpo forestale

Dopo l’operazione di Napoli delle scorse settimane, scoperte nella Capitale numerose quantità di biscotti e prodotti dolciari cinesi contenenti latte in polvere che non può essere importato in Italia.

Trovati quintali di carne, pasta, farine e zampe di pollo di cui è vietata l’importazione perché a rischio di influenza aviaria

Setacciati numerosi negozi ed esercizi commerciali cinesi nel quartiere Esquilino e in diverse zone della periferia romana

Da questa mattina è in corso a Roma una vasta operazione del Corpo forestale dello Stato relativa alla sicurezza agroalimentare e al traffico di specie protette. Circa cento tra Forestali, Ispettori Annonari del Comune di Roma e Ispettori dell’Azienda Sanitaria Locale, hanno setacciato il quartiere Esquilino e diverse zone della periferia romana controllando oltre 40 negozi e vari magazzini e ristoranti gestiti da cinesi e asiatici.

Sequestrate numerose scatole di biscotti al latte proveniente da Taiwan; nel quartiere Esquilino, in un grosso negozio in via Ricasoli, trovate un centinaio di confezioni di biscotti e prodotti dolciari cinesi contenenti latte in polvere che non può essere importato in Italia; centinaia di lattine di thè al latte e quintali di prodotti senza regolare etichettatura e privi delle necessarie indicazioni che ne garantiscano la tracciabilità.

Scoperti quintali di prodotti alimentari cinesi in cattive condizioni igienico sanitarie e con vizi di etichettatura: carne, pasta, farine e zampe di pollo, di cui è vietata l’importazione perché a rischio di influenza aviaria. I campioni della merce sequestrata dalla Forestale verranno avviati agli organi competenti dell’Azienda Sanitaria Locale e del Ministero della Salute per confermare l’eventuale presenza di sostanze contaminanti.

Nel corso dell’operazione rinvenuti, inoltre, preparati della medicina tradizionale cinese prodotti con Saussurea, una pianta in via d’estinzione, nonché cerotti e medicamenti realizzati con ossa e parti di leopardo, tigri e altre specie protette.

Sono decine le persone di nazionalità cinese denunciate all’Autorità Giudiziaria per violazione della normativa nazionale sull’etichettatura e sulla tracciabilità dei prodotti, per illeciti di natura sanitaria e per violazione della normativa CITES sulla tutela delle specie protette in via di estinzione.

Numerosi gli esercizi commerciali ispezionati nel vasto comprensorio tra le vie Casilina, Prenestina e Tiburtina.

Con l’operazione "Lanterne Rosse 2" prosegue la capillare e incisiva azione di controllo della Forestale nell’ambito della sicurezza agroalimentare, fortemente voluta dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia. Coinvolti la Sezione Investigativa CITES di Roma, il personale del Nucleo Agroalimentare e Forestale, gli uomini del Comando Provinciale di Roma del Corpo forestale dello Stato e il Laboratorio Mobile per le indagini scientifiche sull’ambiente della Forestale. In particolare, tale unità mobile si è occupata del campionamento e delle analisi preliminari dei prodotti alimentari trovati, finalizzati alla caratterizzazione di tipo macroscopico e microscopico e del trasporto a temperatura controllata dei generi alimentari particolarmente deperibili.

L’uso di prodotti di origine etnica nel settore agroalimentare ed erboristico è sempre più diffuso non solo tra le comunità asiatiche e africane, ma anche tra gli italiani, con punte dell’80 per cento per la medicina alternativa cinese o ayurvedica.

Di fronte alla crescente diffusione di ristoranti cinesi ed etnici si rende indispensabile l’attività di prevenzione e la repressione dei reati in ambito agroalimentare e l’intensificazione dei controlli su tutto il territorio nazionale circa l’approvvigionamento della materia prima.

[30-10-2008]

 
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