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Tagli all'istruzione? Anche Gentile fece lo stesso

in aula dichiarazioni che fanno discutere

di Simone Chiaramonte

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Prima dell'approvazione, nell'ultima dichiarazione di voto, il presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliarello ha spiegato il senso della riforma e ha rivolto duri attacchi all'opposizione e ai manifestanti: "Per decenni ci avete voluto far credere che l'economia fosse tutto e che il resto, compresa l'essenza delle persone, dovesse essere degradato a - come dicevate? - sovrastruttura" Quindi un messaggio rivolto agli studenti: "Non voglio però sottrarmi al confronto con il movimento, invero non così numeroso come vorrebbero far credere i mass media", "in passato, dal '68 in poi, l'acquiescenza delle classi dirigenti nei confronti di questa protesta - aprite i vostri album di famiglia - ha generato drammi individuali e drammi sociali. Per questo credo che l'unico modo per manifestare attenzione e rispetto nei confronti di questi giovani sia quello di dire loro la verità", che per Quagliarello consisterebbe nel fatto che i gruppi studenteschi sarebbero sfruttati da interessi di élite corporative.

Il senatore ha quindi voluto giustificare il ridimensionamento del corpo docenti previsto dal dl 137 con un excursus: "Nella storia italiana le riforme che in maniera più incisiva hanno segnato la nostra scuola sono nate proprio da propositi di ristrutturazione della spesa. Pensiamo, pensate, tra tutte, alla riforma Gentile", ossia la riforma scolastica voluta dal ministro dell'istruzione del primo governo Mussolini, definita da quest'ultimo  "la più fascista fra tutte quelle approvate dal mio governo", nella circolare inviata ai prefetti, che venivano invitati a sedare ogni forma di protesta nelle università italiane. "Gentile - ha aggiunto Quagliarello -  seppe porre alla base della razionalizzazione contabile un progetto culturale complessivo sul quale costruì la sua riforma e sul quale la nostra nazione per tanti anni è andata avanti". Dai banchi dell'opposizione l'ex vicesindaco di Roma Mariapia Garavaglia ha urlato:"È una riforma classista".

A seguire l'intervento del senatore a vita Francesco Cossiga che, tornando sulla manifestazione del Pd , ha detto: "Devo confessare che su questo campo speravo di più dalla marcia di oltre 5 milioni di persone, senza contare i cani e i gatti al seguito. Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina, scandissero slogan...", poi sul suo sì alla conversione in legge del decreto 137 ha spiegato: "Di fronte alla vasta protesta degli studenti universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli studenti protestavano, cioè i baroni universitari, ho voluto verificare se il decreto-legge contenesse qualche disposizione sull'università. L'ho letto, l'ho riletto, l'ho fatto leggere ai miei collaboratori: niente. E sono stato contento, perché questa è una forte confutazione della teoria dello zero e della teoria del nulla. Si può manifestare anche contro lo zero e contro il nulla". Dall'opposizione però fanno notare: "Presidente, quella è la legge n. 133 del 2008". 

 
 

[29-10-2008]

 
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