Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Il partner, i difetti e la perfezione

Come inizia la ricerca di un partner? 
Qualche giorno fa parlando con una mia amica sono giunta alla conclusione che l’uomo perfetto non esiste. Almeno non come ce lo immaginiamo.
Voglio dire: lei è bella, giovane, talentuosa, affascinante ma single.
 
Mi raccontava che tra le persone che ha conosciuto nessuno aveva tutto quello che lei stava cercando: chi era simpatico non era affascinante, chi era intelligente non era bello abbastanza.

Riflettevo così proprio su questo. 
Ovviamente non bisogna scoraggiarsi in amore ne accontentarsi ma credo che un po’ di elasticità sia necessaria.
Purtroppo non possiamo fare un patchwork per creare l’uomo perfetto, trovare il carattere di qua, la simpatia di là, l’intelligenza di sopra e l’aspetto fisico di fianco. Questo, ahimè, non è possibile, ma possiamo trovare una persona che abbia una o più qualità importanti e provare a migliorare, o accettare per quel che si può, tutto il resto.
 
E' un po’ come una pagella scolastica: possiamo non avere tutti dieci, ma per essere promossi bisogna avere la sufficienza in tutte le altre materie.
Tutto sta nel capire qual’ è la “materia” più importante per noi, quella nella quale 
è necessario che l’altro abbia dieci.
Quella materia così preziosa che rende tutto diverso, magico.  
Anche se viviamo in un mondo dove tutto ci sembra essenziale, quasi vitale, in realtà non è così. Dobbiamo accettare e soprattutto comprendere le imperfezioni altrui, perché nessuno di noi è da tutti dieci. E sopratutto, ognuno di noi probabilmente lo è per se stesso, ma quasi sicuramente non lo è per l’altro. 

Cerchiamo una persona perfetta perché noi ci crediamo perfetti?
Cerco sul dizionario la parola “perfetto” la voce riporta: “Completo in ogni suo elemento, privo di difetti, errori, mancanze, lacune …” 
Noi siamo questo tipo di persona?
Direi di no. Se ognuno di noi osservasse con più attenzione i propri difetti e le proprie imperfezioni, riuscirebbe ad essere meno critico nei confronti del proprio partner perché probabilmente ritroverebbe in lui molti dei suoi difetti.

In sintesi l’unica cosa che mi sento di dire alla mia amica e a ciascuno di voi è che le imperfezioni non sono altro che caratteristiche diverse dalle nostre.
Queste diversità non sono né sbagliate né devono essere giudicate ma regalano a ciascuno di noi quell’unicità che ci contraddistingue.
Forse è proprio questa diversità che ci avvicina alla perfezione.
 
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it 

[26-10-2008]

 
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