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Le cinque rose di Jennifer

Leandro Amato e Fabio Pasquini protagonisti all’Argot

Di Giuseppe Duca

Debutta mercoledì 29 ottobre al Teatro Argot di Roma “Le cinque rose di Jennifer”, l’opera del drammaturgo napoletano Annibale Ruccello, diretta dal regista Agostino Marfella ed interpretata da Leandro Amato e Fabio Pasquini.
Il testo, scritto e portato in scena dallo stesso autore nel 1980, con il tempo e le diverse edizioni, ha acquisito uno spessore stilistico che gli conferisce il valore di un piccolo classico del teatro contemporaneo.

Nel metterlo in scena il regista evoca una sorta di cerimoniale, scandito dall’attesa ossessiva dell’amore. L’opera viene cadenzata da brani di successo degli anni ’60 e ’70, trasmessi da radio “Cuore libero”. La piéce, ambientata nel quartiere dei travestiti della periferia di Napoli, racconta, con ritmo incalzante e grande “suspence”, il mondo dei travestiti. Ruccello narra il dramma della solitudine, raccontando le storie di vita di Jennifer (Leandro Amato) ed Anna (Fabio Pasquini), due travestiti di matrice genettiana. La vicenda è avvolta in una atmosfera da thrilling e da giallo psicologico, dove i protagonisti cercano una loro dimensione di povere anime perdute e confinate in un ghetto metaforico, nel quale pudore e dignità (nella loro accezione “borghese”) non esistono; dove per elemosinare un po’ di affetto si è disposti a tutto.

L’opera contiene una squarciante sensazione poetica di squallore e frustrazione, nel cui contenuto il tragico si fa grottesco. Si portano sul palcoscenico i pensieri di Jennifer, pensieri ossessivi e maniacali e intanto Jennifer recita il suo ultimo delirio d’amore per Franco, il maschio che probabilmente non esiste. La  storia assume quindi i contorni di un lucido delirio, in cui la solitudine può trasformarsi, degradandosi, nello svilimento dei miti e dei modelli, con la deflagrazione dei linguaggi della comunicazione, che porta ad una lacerante ed intensa recita, nel vano tentativo di ritrovare una propria identità.

Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Argot (Via Natale del Grande 27 -  Telefono 065898111) fino al 16 novembre.

[26-10-2008]

 
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