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Mostra sugli Etruschi

Le antiche metropoli del Lazio in allestimento a Palazzo delle Esposizioni

Di Manuela Navazio

Le meraviglie delle città etrusche del Lazio sono in mostra d alcun i giorni al Palazzo delle Esposizioni in una grande rassegna che raccoglie gli straordinari reperti rinvenuti nei secoli a Veio, Cerveteri, Vulci e Tarquinia.

La mostra ricostruisce templi e sepolture con modelli a grandezza naturale o con tecniche virtuali, affiancando a queste simulazioni di alto impatto spettacolare, capolavori come “L'Apollo e l'Eracle” di Veio, monili e gioielli della collezione Castellani, le opere inedite tra cui i reperti provenienti da Gravisca, il porto di Tarquinia.

Intitolata “Etruschi, le antiche metropoli del Lazio”, l’iniziativa è stata curata da Mario Morelli e Anna Maria Moretti con lo scopo di raccontare l'eccellenza della civiltà etrusca attraverso lo sviluppo dei suoi principali centri urbani. Città che, pur a partendo dai più antichi e comuni caratteri, si andarono via via differenziando, non solo nella produzione artistica, ma anche rispetto agli orientamenti culturali e di culto, agli stili di vita, alle prassi commerciali.

Nell'allestimento, i caratteri delle quattro città dell'Etruria meridionale vengono dunque enfatizzati dalla presentazione delle più importanti testimonianze artistiche locali, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta. Si parte con Veio, città della coroplastica, la produzione in terracotta destinata a decorare i tetti degli edifici e a realizzare ex-voto scultorei. Accanto ai manufatti provenienti dal santuario, nell'ottagono centrale del Palaexpò trova posto la ricostruzione di una parte del Tempio di Apollo, con le statue di Apollo, Latona ed Eracle svettanti alla sommità del tetto. Ma non mancano quelle originali, provenienti dal Museo Nazionale di Villa Giulia e magnificamente restaurate di recente, che saranno comunque allestite a terra.

Di Cerveteri, caratterizzata dall’architettura funeraria collegata alla celebre necropoli, viene proposta la ricostruzione di un intero sepolcro, a grandezza naturale, per restituire il fasto dei cerimoniali di epoca arcaica, dove un ruolo rilevante era attribuito al culto degli antenati. Vulci è invece ricordata per la scultura monumentale in pietra locale e per le opere del vicino centro di Ischia di Castro, spesso collocati all'ingresso delle tombe. In mostra però vengono esposti alcuni grandi vasi, capolavori della pittura greca, che ebbero una profonda influenza sulla cultura figurativa etrusca, in quanto sia a Cerveteri che Vulci approdavano i grandi flussi commerciali provenienti dalla Grecia e con essi le pregiate ceramiche figurate di produzione corinzia, greco-orientale, e poi attica. Tarquinia, infine, con le sue cento tombe affrescate tra l'età arcaica e quella ellenistica, costituisce la più importante pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. In esposizione i reperti significativi di questa produzione pittorica, ancora in parte sconosciuta al grande pubblico. Mentre il santuario di Gravisca (rinvenuto negli anni '70) è rievocato dai molti ex-voto e attraverso la ricostruzione a scala reale del sacello di Adone.

Al Palazzo delle Esposizioni (via Nazionale, 194) fino al 6 gennaio. Mostra prorogata fino all'8 marzo

Informazioni e prenotazioni +39.06.39967500

[26-10-2008]

 
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