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Mostra dedicata a Luciano Pavarotti

al Vittoriano ''l'uomo che emozionò il mondo''

 Di Manuela Navazio
 
Immagini, costumi di scena, spartiti, libretti, biglietti dai più grandi nomi dello star system internazionale, dischi, premi e l’inconfondibile voce di sottofondo. E poi ancora quadri, ritratti di famiglia, la maglia della Juve, oggetti simboli di passioni: la cucina e i cavalli, e l’immancabile pianoforte. Un puzzle di ricordi per ripercorre, negli spazi del Complesso del Vittoriano a Roma, 40 anni di cammino artistico ed umano di Luciano Pavarotti, "l’uomo che emozionò il mondo". Un personaggio e soprattutto un uomo che con la sua voce, il suo carisma e il suo talento è stato motivo di orgoglio per tutti gli italiani.

 L’evento si caratterizza per essere uno dei primi esempi nel settore espositivo di “mostra-concerto”. “Questa tipologia di intervento ad alto impatto emozionale – ha spiegato il curatore Alessandro Nicosia - vuole offrire al pubblico un approccio inedito ed unico, che possa portare a far rivivere l’intensità della inconfondibile voce del tenore che ha incantato le platee di tutto il mondo”.

L’iniziativa si configura, dunque, come un viaggio all’interno delle sue memorie, attraverso la corrispondenza con amici e colleghi di lavoro, grazie a fotografie, filmati, ricordi di vita e aneddoti. Si scoprono così momenti inediti dei backstage, nei labirinti di costumi di scena, spartiti, libretti e locandine fino ad arrivare alle miriadi di premi secondi forse solo per quantità ai suoi dischi.

 La mostra di articola in due grandi sezioni, che vogliono presentare Luciano Pavarotti nel suo incredibile cammino di vita e nel suo illustre percorso professionale. Una parla dell’Uomo, del suo rapporto con il quotidiano, delle sue radici, con i suoi credo e le sue passioni. La seconda è dedicata all’artista, alla straordinaria carriera iniziata nel 1961, quando per la prima volta indossò i panni di Rodolfo nella “Bohème” a Reggio Emilia. Una sezione che racconta le celebri opere che hanno visto Luciano Pavarotti protagonista in tutti i maggiori teatri, collaborando con i più illustri direttori di orchestra e colleghi cantanti a livello mondiale. Tutto questo per mostrare il connubio inscindibile tra la profonda umanità e la voce divina e che lo ha reso un grande mito contemporaneo. "La prima cosa che trasmetteva Luciano – ha raccontato Nicoletta Mantovani - era l'emozione da cui il titolo della mostra, perché in effetti Luciano attraverso i suoi concerti non era solo una voce unica ma era proprio quello che lui trasmetteva al pubblico, di cui amava ogni singola persona. Era un uomo capace di emozionarsi anche davanti alla nascita di un fiore nuovo in giardino. Piccole cose che però lui amava tantissimo... perché per lui la vita andava colta in ogni singolo istante".

 L’obiettivo dell’esposizione è dunque quello di poter lasciare al pubblico l’immagine straordinaria e irripetibile di un uomo che ha speso la propria vita a servire una vocazione, un sogno. Un uomo capace di restituire in dono al prossimo quanto ricevuto in dono dalla vita. Ne sono esempio le battaglie condotte in difesa e a supporto dei rifugiati e dei bambini, ma anche l’impegno nella promozione e valorizzazione dei giovani talenti. Lungo il percorso della mostra, il lato umano di Pavarotti emerge dal suo sorriso impresso in gigantografie e dall'allegria dei suoi quadri, così colorati tanto da infondere ottimismo.

 Una passione per la pittura che ha cercato anche di trasmettere alla figlia Alice. “Padre e figlia stavano molto insieme – ha proseguito la vedova del Maestro - e avevano un scambio davvero tenero. Luciano amava molto insegnarle a dipingere e cantare. E Alice lo ricorda oggi come se fosse ancora qui tra noi. Gli parla spesso. E lo sente ancora molto presente come del resto tutti noi".

Un ritratto completo che andrà in giro per cinque anni toccando le principali capitali internazionali che sono poi tutti i posti dove Luciano Pavarotti ha cantato.

Grazie Maestro. 

Fino al 16 dicembre al Complesso del Vittoriano 

[23-10-2008]

 
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