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Giocare al Superenalotto

sale la ''febbre'', aspettando i 6 numeri fortunati

La febbre del superanolotto ha contagiato migliaia di italiani. Decine di migliaia di Romani. Giocatori abituali ma anche “novizi”. E in vista della super vincita, le giocate nel solo mese di ottobre hanno registrato un’impennata vertiginosa che ha attirato, anche in tempo di crisi economica, giocatori non abituali.

Con i 67,5 milioni spesi lo scorso sabato, la raccolta del superenalotto nei primi otto concorsi di ottobre, ammonta a 347 milioni di euro. Una crescita del 114,5% di giocate in un solo mese nel quale gli italiani hanno speso 43 milioni per ogni concorso. Il montepremi, del resto, è da capogiro: nell’estrazione prevista per domani chi dovesse riuscire a centrare il sei vincerebbe ben 94,8 milioni di euro. La cifra più alta mai registrata finora dal gioco d’azzardo gestito dalla Sisal e sbarcato in Italia nel lontano dicembre del 1997 in sostituzione dell’enalotto. Ma centrare il sei non è così semplice. Il superenalotto è il gioco a premi più difficile di tutti i tempi.

Centrare, infatti, sei numeri, ciascuno tra 1 e 90, rappresenta il record assoluto di probabilità matematica inferiore a tutti i giochi del mondo di questa tipologia. Legato strettamente alle estrazioni del lotto, il gioco consiste nell’indovinare il primo numero estratto dalle seguenti ruote: Bari, Firenze, Milano, Roma, Napoli e Palermo in un ordine qualsiasi. Le vittorie più alte raggiunte finora sono state quella del 4 maggio 2005, quando a Milano dieci giocatori con un sistema da 126 euro portarono a casa oltre 71,7 milioni. Mentre lo scorso anno in provincia di Forlì il sei pagò ad un singolo giocatore 71,4 milioni. L’anno d’oro per il gioco del superanolotto è stato il 2007, con premi per oltre 200 milioni di euro e un incasso, distribuito su dieci anni di attività, pari a quasi 24 miliardi.

 
 

[20-10-2008]

 
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