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Principi moderni per principesse d'altri tempi

Con l’inizio dei primi freddi mi piace andare al cinema e rinchiudermi in quei luoghi caldi che mi proteggono dai miei pensieri e dalle mie paure. Credo sia quasi una forma terapeutica che mi aiuta a staccare dalla mia vita almeno per 90 minuti ed è sicuramente un mezzo più economico dello psicoanalista! 
Negli ultimi film che ho visto c’era sempre una donna che aspettava di essere salvata dal suo principe azzurro. Questo mi riporta indietro nel tempo a quando ero piccola. Mi chiedo così se la ricerca del principe è frutto dell’educazione ricevuta da bambine

Le favole ci insegnano che Cenerentola aspettava il principe azzurro per essere salvata dalle sorellastre e dalla perfida matrigna; la bella addormentata nel bosco aspettava un bacio per risvegliarsi dal suo sonno eterno; cappuccetto rosso doveva essere protetta dal lupo cattivo….
 
Quindi la prima immagine che abbiamo della donna è proprio quella di aspettare che il nostro salvatore ci porti in un mondo migliore. E se il principe azzurro non riuscisse a salvarci? Cenerentola sarà sottomessa in eterno dalla sua famiglia, la bella addormentata dormirà tutta la sua vita, cappuccetto rosso sarà sbranata dal lupo affamato? Se invece di avere questa prospettiva negativa ci insegnassero a prevenire la questione per cavarcela da soli non sarebbe più educativo e corretto? 
 
Sarebbe meglio, secondo me, che il lieto fine arrivasse attraverso i nostri sforzi, grazie alle nostre potenzialità, senza lasciare il colpo di scena al nostro caro principe! 

E’ per le grandi aspettative femminili che i principi azzurri moderni sono sempre più rari da trovare? Viviamo in un mondo dove è già difficile garantire per noi stessi, figuriamoci questi poveretti che si trovano sulle loro spalle tutta la responsabilità di “salvare” anche un’altra persona tra l’altro carica di speranza. E’ per questo che l’uomo al contrario della donna, parla di paura nel rapporto?
 
Forse la sua paura maggiore sta nel deludere le aspettative della sua principessa, di non renderla felice a sufficienza ma soprattutto di non regalargli quel mondo incantato che lei ha sognato fin da bambina.

Credo che qualsiasi donna di qualsiasi età si aspetta che  prima o poi verrà qualcuno che gli regalerà un  sorriso quando è arrabbiata, che gli chiederà di uscire in una serata noiosa, qualcuno che la rende felice nei momenti tristi.
 
Ma se noi riuscissimo a star meglio da sole, se dentro di noi ci fosse la consapevolezza che il principe azzurro non ci solleva dai nostri malanni ma che la sua presenza è soltanto per una nostra completezza e niente di più, le storie d’amore sarebbero più sane? 
 
scrivete a: alessandrascortichini@yahoo.it 

[20-10-2008]

 
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