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Termini occupata dagli studenti

contro la legge 133, università sul piede di guerra

"Il blocco della didattica a tempo indeterminato? Credo sia un mezzo inadeguato". E giù bordate di fischi: questa la reazione degli studenti alle parole del rettore in pectore dell'università La Sapienza Luigi Frati intervenuto all'assemblea ancora sulla scalinata del rettorato a cui stanno partecipando non meno di 5000 persone compresi diversi docenti.

La protesta anti-Gelmini arrivata da giorni anche all'interno dell'università avrebbe dovuto sancire stamattina il blocco generalizzato della didattica. Eppure Frati era riuscito a raccogliere anche diversi applausi per le critiche da lui rivolte alla legge 133. "Sono 10 anni che i governi hanno diminuito i fondi per l'università e la ricerca", ha detto. "In Italia siamo all'1,1 % del Pil sui fondi per la ricerca, una cifra che porta la competitività del nostro paese verso il basso. La proposta di trasformare l'università in fondazioni apre uno scenario che definisco cretino, perché è evidente a tutti che i privati avrebbero soltanto l'obiettivo del guadagno".

Dopo l'assemblea gli studenti si sono uniti e hanno marciato in corteo verso il ministero dell'Economia, in via XX settembre. Alcuni studenti hanno lanciato delle uova contro l'edificio e acceso dei fumogeni. Intorno alle 14:30 il corteo sembrava destinato a tornare verso la città universitaria, invece i ragazzi si sono diretti alla stazione Termini, sono riusciti ad entrare "rompendo" un cordone di poliziotti in assetto antisommossa.

Gli studenti entrati hanno occupato i binari 3 e 4 sdraiandosi e impedendo in questo modo il transito dei treni. Il presidio è terminato intorno alle 16, poi il corteo è terminato.

LA PROTESTA E L'OCCUPAZIONE A TERMINI -da repubblica-

[16-10-2008]

 
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