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Omicidio Gianluca Pes

la difesa attacca ''č stata usata un'altra pistola''

Difesa al contrattacco sulla risoluzione dell’omicidio di Gianluca Pes , la guardia giurata freddata all’interno del suo garage in via dei Georgofili la notte del 21 dicembre 2004.

L’avvocato di Antonio de Pasquale, il pregiudicato beneventano accusato dell’uccisione chiede la scarcerazione del suo assistito. Nelle indagini della squadra mobile e della sezione speciale “cold case”, dice il legale, ci sono troppe lacune e discrepanze, tali da non giustificare il provvedimento restrittivo chiesto dal giudice marco patarnello.

Molti i punti oscuri dell’accusa, elementi sui quali ora si poggia la tesi difensiva. La pistola citatata nell’ordinanza non corrisponderebbe con quella usata per l’omicidio. Secondo dubbio: una delle schede telefoniche rubate, con le quali l’imputato sviavia le indagini dopo le rapine spacciandosi come ispettore Zanardi, farebbe parte del procedimento a carico di angelo cirri, un rapinatore già condannato con sentenza definitiva. Per la riapertura quindi era necessario la revisione da parte della cassazione. Infine, i riconoscimenti fotografici e telefonici sarebbero inattendibili e approssimativi, quattro anni fa gli testi non riconobbero de pasquale. Da cui un’imputazione puramente indiziaria. Troppo poco – sostiene l’avvocato – per chiudere il giallo di Tor Marancia.

[13-10-2008]

 
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