Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Alemanno ''leggi razziali un'infamia''

marcia in mermoria del 16 ottobre '43

Alemanno alla manifestazione in ricordo dei deportati

"Le leggi razziali del '38 furono un'infamia del fascismo". E' una domenica sera di un caldo di ottobre, sotto il palco spiccano i cartelli con i nomi di concentramento nazisti, sopra, vicino al microfono, si nota il fazzoletto biancoceleste al collo di Mario Limentani, uno dei deportati dei nazi-fascisti nel '43, e Gianni Alemanno, questa volta parla chiaro: "Senza se e senza ma".

"Le leggi razziali furono un'infamia del fascismo. Non l'unica, ma certamente la più grave -dice Alemanno- Isolarono la comunità ebraica, furono l'anticamera della deportazione". Sotto la luce tremula dei lumi, nella piazza del ghetto gremita da una folla silenziosa e attenta, il sindaco Gianni Alemanno misura le parole leggendole dal discorso scritto.

Sono le otto di sera. Ha partecipato in prima fila - sempre accanto a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah - alla marcia della memoria organizzata dalla comunità di Sant'Egidio e dagli ebrei romani, partita un'ora prima da Santa Maria in Trastevere.

Non è un percorso casuale: è lo stesso che 65 anni fa, all'alba di un sabato piovoso d'ottobre, mille e ventidue ebrei romani furono costretti a percorrere per salire sui camion con cui iniziò il loro destino di morte. Si salvarono in quindici. Sulle note struggenti di un violino, tra le fiaccole dei bambini rom e dei ragazzi di tutte le etnie coinvolti dalla comunità di Sant'Egidio, più di mille persone hanno ripercorso quei vicoli di una Roma da cartolina e da sogno, per non dimenticare che da lì iniziò un incubo.

[13-10-2008]

 
Lascia il tuo commento