
Spesso mi rendo conto che si cambia solo dopo un trauma; come se qualcuno o qualcosa ci svegliasse dal nostro letargo e ci riportasse all’improvviso nel mondo reale.
Sarà purtroppo capitato a tutti, almeno una volta, di vivere un’esperienza traumatica come la morte di una persona cara, una grave malattia in famiglia, essere scampati ad un incidente, perdere il proprio posto di lavoro e così via… e sentire in quel preciso momento nel profondo della nostra anima, una tale forza che ci fa sentire quasi immortali e pronti a tutto senza né paura e né incertezze.
Ma perché dobbiamo arrivare a questo punto? Perché aspettare le avversità per capire quello che è meglio per noi e cambiare la nostra vita?
Credo che ogni tanto dovremmo fermarci a riflettere su quello che dovremmo fare per migliorarci, perché lo si può fare ogni giorno gradualmente. Non è mai bene arrivare al punto in cui, a seguito di un trauma, ci penalizziamo con rimproveri e rimpianti per non essere stati capaci di capire prima quello che era migliore per noi. Perché il dolore o il dispiacere ci aiutano a sentirci vivi e darci lo stimolo per cambiare? Non siamo vivi anche prima? Probabilmente questo succede perché non ci fermiamo mai a riflettere. Viviamo la nostra vita come se fossimo attaccati ad una ruota, proprio come quella del lunapark. Giro dopo giro, vicissitudine dopo vicissitudine, alla fine perdiamo sempre di vista chi siamo veramente e soprattutto dove vogliamo arrivare. Le situazioni si accavallano e giro dopo giro le nostre idee si confondono e quando il giro finisce ci sentiamo persi.
Ci troviamo a cambiare tante volte lavoro, interessi, hobby, sport, addirittura fidanzati non perché crediamo che sia la cosa migliore per noi, ma solo per noia, per rincorrere la moda o perché è la cosa più semplice. Ci dimentichiamo di quello che è importante e lasciamo che agenti esterni ci allontanino dagli obbiettivi che ci eravamo prefissi.
Sempre più raramente mi capita di ascoltare ragazzi che alle medie o alle superiori sanno già quello che vogliono fare da grandi. Era così anche per la generazione dei nostri genitori? Ho come l’impressione che loro sin da piccoli avessero le idée più chiare di noi e che non gli servisse di certo un trauma per affrontare un cambiamento.
A cosa dobbiamo questa differenza? Manca il coraggio di buttarsi verso nuove avventure o è solo la paura che le nostre scelte siano irreversibili?
Non dobbiamo perdere di vista che tutti possiamo ricrederci su quello che stiamo facendo. O perché abbiamo sbagliato nelle nostre scelte oppure perché con la crescita e lo sviluppo può capitare di guardare il mondo con occhi diversi. Non dobbiamo avere paura di cambiare percorso e seguire nuovi stimoli; l’importante è essere convinti del cambiamento e soprattutto essere consapevoli di ciò che stiamo abbandonando.
Troviamo gente invece, che principalmente si tiene stretto ciò che ha, difende i suoi privilegi e pensa che le cose miglioreranno da sole. C’è invece anche chi quando le cose vanno veramente a rotoli, spera in un miracolo. La maggior parte delle volte il miracolo non arriva e il più delle volte non c’è il lieto fine. C’è chi si illude che toccando il fondo si trovi lo slancio per riemergere, sperando che la rinascita sarà migliore della precedente vita. Questa purtroppo è solo un’illusione perché anche nel momento della sofferenza in cui tutto ci sembra improvvisamente più chiaro manchiamo di lucidità e rischiamo di prendere decisioni affrettate che potremmo poi rimpiangere. Poi che succede: dobbiamo aspettare un altro evento traumatico per cambiare nuovamente direzione?
scivete a: alessandrascortichini@yahoo.it
[13-10-2008]
carlo[10-09-2009 16:33:25]
Da Laura non mollare
Sissy[21-10-2008 18:40:41]
Ha ragione Alessandra, Laura tira fuori la grinta anche perchè il mondo è pieno di uomini, al 90% supidi, materialisti, egocentrici e mammoni però c'è un buon 10% di persone valide che potrbbero fare al caso tuo. Ciao
ale@liberamente[16-10-2008 10:27:31]
Buongiorno Laura, credo che la vita sia dura per tutti: maschi e femmine e che il dolore non faccia questo tipo di distinzioni. Sicuramente la tua sofferenza si accoda ad altri traumi negativi che hai avuto e ti sei trovata a perdere le tue figura di riferimento, prima tuo padre poi il tuo compagno. So che ti sta mancando la stabilità e che sei circondata da un senso di vuoto, ma devi uscire da questa spirale altrimenti non ti tirerà sempre più in basso. Un figlio, per quanto sia sempre un bellissimo cambiamento, prevedere una forte stabilità umorale e tanta forza sia psichica che fisica, quindi fatti coraggio e piano piano comincia a guardare dove i tuoi occhi finora non sono arrivati. Come hai detto tu il tempo stringe, quindi tira fuori la tua grinta ed affronta le tue giornate, perché se continui a vedere nero non ti accorgerai che fuori c'è tutto un mondo. Un abbraccio, Alessandra
Laura[15-10-2008 18:24:28]
Grazie Alessandra e a tutti quelli che mi hanno scritto parole di conforto...ma essere lasciati o abbandonati è un dolore fortissimo. Io poi non ho mio padre quindi sento la solitudine affettiva più forte forse degli altri. Poi volevo avere un bambino ed il tempo passa e forse non ci riuscirò più.......la vita per noi donne è più difficile. Se dovessi rinascere rinascerei uomo 1000% L.
ale@liberamente[14-10-2008 22:36:43]
Cara Laura, è vero è dura iniziare da capo soprattutto perché ti porti dentro tanta sofferenza. Ma il dolore è un processo indispensabile per poter metabolizzare il tuo trauma, hai vissuto un lutto e come tale devi confidare nel tempo. Successivamente quando il tuo senso di abbandono si affievolisce è indispensabile creare un nuovo obiettivo, che ti aiuterà a tornare a sorridere, soprattutto perché i sentimenti sono alla base della nostra vita. Laura, se hai voglia di scrivermi in privato trovi la mia email in coda al mio articolo. Ti risponderò. Un abbraccio sincero, Alessandra Scortichini
luca[14-10-2008 18:18:38]
la verità è che dobbiamo sforzarci di essere più riflessivi ed ambire ad essere persone migliori. Non possiamo cambiare a seconda delle mode del momento; dobbiamo vivere la nostra vita con coerenza. Solo così saremo pronti ad affrontare un trauma senza mettere in discussione tutto e quindi trovando la forza per reagire
c[14-10-2008 17:49:58]
laura: non è mai troppo tardi per iniziare da capo. tieni duro e non perdere mai di vista la tua bellezza interiore. presto troverai qualcuno che la capirà
Laura[14-10-2008 15:10:01]
Si è vero, i traumi ci fanno cambiare prospettiva...io sono stata lasciata dal mio ragazzo e non riesco più a riprendermi....la mia nuova visione della vita è nera! Che posso fare? ricominciare da capo a 40 anni è dura :(





