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Taxi: polemiche sulla privacy

i tassisti vogliono lavorare ''anonimi''

Da una parte i clienti e le associazione dei consumatori, dall’altra i tassisti. E’ scontro sull’emendamento che riguarda la “privacy e la sicurezza dei conducenti di taxi”; approvato in giunta e che da questa settimana va in consiglio comunale. Una modifica che prevede la cancellazione del nome e del cognome del conducente dalla targhetta interna all’auto, in modo che rimanga solo il numero della licenza.

Ma l’Adiconsum e Cittadinanza attiva insorgono: “chi ci garantirà che a guidare sia un conducente abilitato?”, si domanda giuseppe scaramuzza di cittadinanzattiva. Replicano i tassisti, secondo Loreno Bittarelli, presidente della cooperativa radiotaxi 3570, togliere le targhette con il nome del conducente garantisce una sicurezza maggiore per chi guida le auto bianche perché - dice Bittarelli- spesso i tassisti sono stati anche minacciati.

Anche l’assessore alla mobilità Sergio Marchi difende il provvedimento: “tutela i conducenti –dice- perché si sono verificati episodi che possono mettere a rischio la sicurezza degli operatori del servizio”. Per le associazioni dei consumatori servono invece piu’ controlli e togliere il nome del tassista dall’auto non fa che agevolare l’illegalità- dicono-
D’altronde a madrid, chi prende un taxi puoò leggere la scheda municipale di identificazione del conducente, a New York in auto c’è foto e licenza del tassista, a Buenos Aires è esposto un documento della camera di commercio con tanto di timbro e nome del conducente mentre a Londra è obbligatorio mettere in vista la licenza.

 
TAG: taxi - tassisti
 

[06-10-2008]

 
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