Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Alitalia, firmano anche Avia e Sdl

''ma un lavoratore su tre va a casa''

Sull'accordo con Cai per la nascita della Nuova Alitalia c'è il sì di Avia e SdL: anche le due sigle autonome che rappresentano la maggioranza degli assistenti di volo hanno infatti sottoscritto l'intesa sul piano di salvataggio della compagnia nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi. Dopo il via libera della altre sette sigle sindacali di Alitalia, con queste due ultime firme si chiude la prima e fondamentale fase della trattativa.

 La firma delle hostess è in realtà un via libera a denti stretti. "Non c'è nulla da festeggiare, è un momento di dolore" dice l'Avia commentando l'accordo raggiunto. "È un atto fatto con responsabilità - spiega il presidente Antonio Divietri - ma non c'è da esultare: un collega su tre va a casa. E centinaia e centinaia di colleghi saranno costretti a cambiare città per lavorare". Per la sigla degli assistenti di volo non c'è quindi "alcuna allegria", "e vanno considerati immotivati gli entusiasmi degli ultimi giorni". Divietri ha annunciato che alla chiusura dell'accordo con le sigle autonome degli assistenti di volo Avia e Sdl, la categoria paga "un prezzo altissimo": sono previsti infatti, stando a quando dichiarato da numero uno di Avia, 1.500 esuberi.

Non c'è "né trionfalismo né soddisfazione per come si è conclusa la vicenda", ha detto il coordinatore dell'SdL Fabrizio Tomaselli, precisando che quella che gli assistenti di volo hanno apposto all'accordo quadro per il salvataggio di Alitalia è "una firma tecnica" che dovrà essere "confermata o meno dai lavoratori". "Non abbiamo avuto tempo per fare un referendum - ha spiegato Tomaselli - ma saranno comunque i lavoratori a dirci se continuare o meno la trattativa" con Cai e governo sul contratto. Il coordinatore nazionale di SdL ha voluto tra le altre cose sottolineare l'importante ruolo di mediazione svolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, rimproverando al ministro del Welfare Maurizio Sacconi di non aver fatto lo stesso.

 
 

[29-09-2008]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE