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Il papÓ di Giovanna

di Pupi Avati. Con Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri

di Svevo Moltrasio

Un modesto professore di liceo, nella Bologna agitata dalla seconda Guerra Mondiale, vive mille peripezie nel cercare di rimanere accanto alla problematica figlia, accusata di omicidio e rinchiusa in manicomio.

Il nuovo film di Pupi Avanti, che segue il ritorno all’horror con IL NASCONDIGLIO, ha diviso la critica al Festival di Venezia dove ha comunque ottenuto il riconoscimento per la migliore interpretazione andato a Silvio Orlando. Nel solito cast variopinto a cui ci ha abituato il regista, questa volta si conta la prima prova drammatica di Ezio Greggio e il ritorno sul grande schermo di Serena Grandi.

Avanti immerge la storia nella Bologna alle soglie del secondo grande conflitto, tornando in quei decenni tra gli anni 30 e 40 già raccontati in altre pellicole. Seguendo le vicende di una piccola famiglia, il regista descrive una realtà umana afflitta da drammi e mediocrità, sposando il racconto intimo tra i diversi personaggi al grande affresco, con la guerra che incombe. Proprio questa doppia prospettiva definisce l’incapacità di Avati di scegliere tra un resoconto intimista tra le mura domestiche - le cose migliori del film nella prima parte – e un discorso più vasto che però si sgretola in scene approssimative e che si allarga sempre più, coinvolgendo personaggi e situazioni in un crescendo che diventa fin troppo pasticciato nel finale.

Anche la direzione degli attori lascia a desiderare, colpa di una scrittura approssimativa che riserva le sfumature migliori al personaggio principale di Orlando, oltre a qualche spunto interessante alla moglie interpretata da Francesca Neri, ma che costringe i comprimari a battute ben poco memorabili.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[28-09-2008]

 
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