Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
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Genoa e arbitro affondano la Roma

Pesante sconfitta a Marassi, ma pesa un errore arbitrale clamoroso.

E’ difficile commentare una partita come questa. Perché da un lato c’è una squadra lenta, decimata e con una manovra terribilmente involuta. Dall’altra, però, c’è un errore arbitrale su un episodio che non può nemmeno definirsi dubbio, e che ha falsato totalmente la gara. Così, dopo la parentesi con la Reggina, la Roma rimedia la seconda, sonora sconfitta su quattro gare di campionato, e vede la vetta già a una distanza chilometrica.

 

Torna dal primo minuto Perrotta, mentre Aquilani va in panchina. Per Mexes, invece, c’è da attendere: titolare è ancora Loria. La gara parte come peggio non si potrebbe: dopo quattro minuti cross di Modesto che attraversa l’area, trova impreparato Riise e preparatissimo, invece, Sculli, che infila Doni. La reazione della Roma è quasi nulla, grazie alla lentezza della manovra, alla prevedibilità e un Genoa molto organizzato. Come sempre, è un episodio a sbloccare la squadra di Spalletti: arriva al 25’, con Taddei che su azione di calcio piazzato si trova a tu per tu con Rubinho, ma il portiere riesce a toccare il diagonale. Un minuto dopo, Menez verticalizza per Vucinic che taglia benissimo ma viene bloccato fallosamente da Ferrari, al limite dell’area: sarebbe fallo, che il signor Brighi (presto protagonista) non concede. Il pareggio arriva, meritato, al 28’: cross su punizione di Cicinho e doppio colpo di testa di De Rossi, che prima trova Rubinho e poi il gol. Poi i giallorossi, che sembrano poter affondare il colpo, rallentano. La manovra è quasi totalmente affidata alle discese di Cicinho sulla destra, mentre il rientro di Perrotta è assai anonimo e Menez fa un netto passo indietro rispetto alla gara con la Reggina. Il primo tempo si chiude con qualche cartellino distribuito da Brighi, talvolta a sproposito.

 

Nel secondo tempo, la Roma parte con più convinzione, ancora però con un deficit in fatto di creatività. All’11’ De Rossi ci prova dal limite, con palla di poco a lato. Proprio quando i giallorossi sembravano poter accelerare, la doccia fredda: su situazione di calcio piazzato, Modesto dal limite colpisce di testa e serve Milito, che scatta sul filo del fuorigioco e batte Doni da due passi. Siamo al 16’, e sembra finita. Così non sarebbe, perché appena al 21’ la Roma la partita riuscirebbe a raddrizzarla: sempre da situazione di calcio da fermo, buco della difesa genoana e Panucci infila Rubinho a tu per tu. Brighi, su segnalazione dell’assistente, annulla per un fuorigioco ne esistente ne lontanamente sospettabile. Questo episodio spezza la partita: un errore così madornale falsa la gara. Per completare, ci si mette anche De Rossi, che al 24’ falcia Palladino e si prende la seconda ammonizione (espulsione non per proteste, come verrà chiarito nel dopo partita). Si fa quanto mai dura, anche se i giallorossi generosamente ci provano. Ci prova Vucinic, che al 33’ prova lo spunto personale, ma al momento di cercare un appoggio non lo trova. Ci prova Spalletti, che manda dentro Okaka, Aquilani e Montella per Taddei, Perrotta (negli ultimi minuti in apnea) e Montella (in campo sempre un po’ più tardi del dovuto). Ma a trovare il gol che scrive la parola fine sul match è il Genoa, ancora con Milito (che in area è mostruoso), che sbuca dietro uno stanco Loria e sfrutta un cross nell’area piccola di Palladino.

 

Sulla partita abbiamo già detto: tutto sommato brutta e falsata, e la Roma non meritava di perdere. Tuttavia, per il futuro c’è da tener presente un problema non da poco: la squadra non gioca. O meglio, gioca molto male. Ha recuperato carattere, questo sì, rispetto al doppio passaggio a vuoto con Palermo e Cluj. Ha recuperato ancora troppi pochi titolari, probabilmente (e altri se ne infortunano), e per quanto la preparazione possa essere dura non sono normali tutti questi infortuni muscolari. In attesa di ritorni importanti (che comunque non avverranno domani) c’è da stringere i denti, ma soprattutto cominciare a fare punti. Perché siamo alla quarta, e si rischia di restare davvero indietro.

 

Simone Luciani

 

Genoa: Rubinho, Biava, Ferrari, Criscito, Rossi , Milanetto, Juric, Modesto (33' st Mesto) Sculli  (13' st Olivera), Milito, Gasbarroni (10' st Palladino).(Scarpi, Sokratis, Bocchetti, Vanden Borre). All.: Gasperini.Roma: Doni, Cicinho, Loria, Panucci, Riise, De Rossi, Brighi, Taddei (30' st Okaka), Perrotta (33' st Aquilani), Menez (38' st Montella), Vucinic. (Artur, Mexes, Virga, Tonetto). All.: Spalletti.Arbitro: Brighi di Cesena.Reti: nel pt, 4' Sculli, 28' De Rossi; nel st, 15' e 41' Milito.

Note: recupero 0 e 4'. Angoli 4 a 3 per il Genoa. Espulso al 24' st De Rossi per doppia ammonizione. Ammoniti: Olivera, Aquilani, Cicinho, Juric, Loria, Perrotta, Menez e Criscito per gioco scorretto. Spettatori: 25.000.

[24-09-2008]

 
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