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Bacio gay al Colosseo

rinviati a giudizio i due giovani sorpresi dai Carabinieri

Atti osceni in luogo pubblico. Questa l'accusa per la quale saranno processati, il prossimo 24 febbraio, Michele e Roberto, i due giovani omosessuali sorpresi dai carabinieri nel luglio dello scorso anno, a Roma, nei pressi del Colosseo, a scambiarsi effusioni giudicate contrarie alla pubblica decenza.

Il pm di Roma, Pietro Pollidori, ha citato direttamente in giudizio la coppia. I fatti, per i quali Michele e Roberto (rispettivamente di 36 e 28 anni) saranno processati dal giudice monocratico, risalgono al 27 luglio dello scorso anno. L'accusa non ha dubbi: Michele e Roberto furono sorpresi durante un vero e proprio rapporto orale (circostanza che avrebbe in ogni caso richiesto l'intervento dei militari anche se si fosse trattato di una coppia eterosessuale) e non a scambiarsi un bacio come loro stessi hanno sostenuto più volte anche in pubbliche prese di posizione e in interviste.

Per la difesa d'altra parte i due si stavano solo baciando dopo una serata trascorsa insieme con amici nella "Gay street" di San Giovanni. Da alcune videoregistrazioni emergerebbe, secondo la difesa, l'insussistenza del reato di atti osceni in luogo pubblico contestato alla coppia omosessuale. "Ero convinto che l'indagine si concludesse con una richiesta di archiviazione - sostiene il legale dei due, l'avvocato Michele Stoppello -. Avevamo chiesto l'acquisizione di filmati effettuati la notte del 26 luglio dalle telecamere posizionate vicino la scalinata d'accesso al Colosseo. Ma secondo la pubblica accusa l'acquisizione della videoregistrazione "è attività complessa dall'esito incerto e non proporzionata all'oggetto del procedimento".

[23-09-2008]

 
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