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Racket dei parcheggiatori abusivi

rinviata a giudizio ''Nonna Rosa''

un parcheggiatore abusivo

Processo in vista per "Nonna Rosa". Con questo nomignolo è ormai conosciuta la 61enne che con i figli gestiva il racket del parcheggio abusivo in una vasta zona di Roma.

Il pm Tiziana Cugini della procura della Capitale ha chiuso le indagini, e si prepara a chiedere il processo per le 29 persone, la maggior parte delle quali furono arrestate il 7 aprile scorso, accusate a vario titolo di far parte della banda che chiedeva il pizzo agli automobilisti.

Gli indagati devono rispondere di concorso in associazione a delinquere. Al vertice di quella che i carabinieri hanno definito una cupola c'era, appunto una donna, Rosa Caristena, originaria di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Secondo la procura era lei il promotore ed organizzatore di "una serie indeterminata di estorsioni ai danni di automobilisti ai quali si chiedeva con violenza o minaccia di pagare una cifra variabile a seconda delle aree di parcheggio da 2 a 5 euro".
La donna, che agiva insieme a sei figli, anch’essi indagati, pretendeva una 'stecca' dai parcheggiatori che lavoravano con lei pari ad almeno il 50 per cento di quanto guadagnavano, altrimenti erano guai.

L'avvocato Cristiano Brunelli, che difende 10 indagati, ha spiegato: "A carico dei miei assistiti non è emerso alcun riscontro oggettivo circa gli addebiti contestati. Sono fiducioso che quanto prima si possa far piena luce sulla vicenda che non coinvolge queste persone nel modo in cui è stato riferito dalla gran parte degli organi di stampa".

[22-09-2008]

 
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