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Alitalia, nuova riunione giovedì

proteste davanti al Ministero del Lavoro

Cgil e Uil mettono un freno alla trattativa per la firma del contratto di lavoro dei dipendenti Alitalia: "Non ci sono le condizioni per firmare alcun accordo e, tanto meno, nessun contratto collettivo di lavoro" ha annunciato Mauro Rossi, segretario della Filt-Cgil; "smentisco categoricamente - ha aggiunto Giuseppe Caronia, leader della Uil Trasporti - che dall'incontro tra i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl previsto per questa sera possa scaturire alcun accordo formale su Alitalia e che quindi non sarà sottoscritto documento alcuno in qualsivoglia forma". I segretari confederali di categoria in una nota unitaria chiedono poi al governo che si proceda congiuntamente "esecutivo, Cai e rappresentanze sindacali tutte ricercando senza sosta un accordo sostenibile, assumendosi ognuno la propria responsabilità di una situazione così delicata".

Una nuova riunione formale fra governo, tutte le sigle sindacali e Cai ci sarà giovedì prossimo. L'annuncio è stato dato dal presidente di Avia, Antonio Divietri, che ha a sua volta ribadito che "al momento non esistono le condizioni per la condivisione di alcunchè, ci auguriamo che nelle prossime ore qualcosa si muova".

L'accordo riguarda il piano e il contratto che dovrebbe essere quello di categoria e che diventerebbe il contratto collettivo di lavoro valido per tutti i dipendenti della società. La firma dovrebbe consentire a Cai di procedere con l'acquisizione della compagnia, tenendo conto che l'offerta scade il 30 settembre, e così ci sarebbe il tempo per espletare tutte le procedure comprese quelle europee e gli accordi internazionali. 

La notizia della convocazione limitata ai confederali era stata accolta con vivaci proteste dai lavoratori che presidiavano la sede del ministero del Lavoro in via Veneto e che poi si sono spostati in corteo verso piazza Montecitorio. "Buffoni, buffoni" hanno gridato a più riprese i manifestanti, molti dei quali sindacalmente vicini alle organizzazioni che non partecipano alle trattative.

[15-09-2008]

 
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