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Pincio, l'ironia della stampa francese

la polemica oltrepassa i confini nazionali

di Simone Chiaramonte

Pantaloni e polo marine,  un paio di scarpe da tennis arancione ed una cravatta di maglia di seta a righe. "Dotato di uno chic bizzarro che solo gli italiani molto eleganti possono permettersi", Carlo Ripa Di Meana, ex ministro nel governo Amato e due volte commissario europeo alla cultura, "a 79 anni scopre il fascino dell'agit-prop".

Assieme al presidente dell'associazione Italia Nostra, Ripa di Meana si presenta ad un appuntamento con una troupe televisiva davanti al Vaticano e per l'occasione sfodera uno striscione: "Santo Padre, prega per Roma". Subito dopo arriva un'altra telecamera, poi un'altra ancora. Con lui è presente la moglie, l'eccentrica  Marina, che con voce stridente leva il suo grido di battaglia: "Il parcheggio non si farà!". Il Papa? Un parcheggio? Non ci sono dubbi, siamo a Roma.

All'ironico incipit de Le Monde, si aggiunge Libération, con il suo il titolo in rima: "Rome, litiges sur le vestiges". Evidentemente  le liti sul futuro delle vestigia dell'antico impero hanno oltrepassato i confini nazionali. La realizzazione del parcheggio del Pincio è stata decisa nel 2004 dall'ex sindaco Walter Veltroni, "un'idea folle quella di aprire un cantiere grande come un campo di calcio, a  25 metri di profondità, al di sotto di uno dei luoghi più belli del mondo- commenta Le Monde- salvo poi considerare che i problemi principali di Roma sono proprio il traffico e i parcheggi". Come contropartita Veltroni voleva infatti vietare la sosta delle auto in tutta l'area nord del centro storico.

L'interruzione dei lavori potrebbe costare alle casse comunali una penale record di ben 26 milioni di euro. Il ritrovamento di una dimora del I secolo a.C. appare una giustificazione poco convincente, perciò il nuovo sindaco ha deciso di guadagnare tempo, confidando in una commissione di 5 esperti: la decisione è prevista per giovedì. Uno dei membri, l'architetto e professore Giorgio Muratore, racconta a Le Monde: "Nel 1870 il barone Haussemann è venuto a Roma dopo essere stato contattato dalle autorità della giovane Repubblica italiana per tentare di modernizzare la capitale" ma "è subito ripartito, persuaso dal fatto che non si poteva proprio fare nulla".

Gianni Alemanno intanto lascia che la contestazione cresca al fine di "nazionalizzare" la polemica, "cercando il sostegno del governo e del...Vaticano", aggiunge il quotidiano francese. Sinistra speculatrice e moderna, destra ecologista quindi arcaica? Troppo semplice per l'Italia. Ripa Di Meana, leader dei contestatori, è un ex del PCI, poi socialista ed infine dei Verdi. Tra gli altri, Celentano ha definito il progetto "mostruoso", il fotografo Toscani "necessario" mentre il sindaco di Venezia Cacciari ha dichiarato: "Se viene alla luce la Venere di Milo bisogna evidentemente fermare i lavori ma un piccolo muro del VII secolo può pure essere abbattuto".

 

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TAG: pincio
 

[09-09-2008]

 
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