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La ''battaglia'' per il Pincio

Alemanno dice ''no'', giovedì il verdetto

La terrazza del Pincio diventa parcheggio. La veduta più famosa di Roma, meta di turisti, amata dai romani per le passeggiate romantiche, è occupata da un enorme cantiere che costeggia i viali sinuosi di villa Borghese, oscurando la vista della Capitale e mettendo in ombra i celebri busti dei personaggi risorgimentali. Il parcheggio di 7 piani che dovrebbe essere costruito per alleggerire il traffico del centro divide romani e mondo politico. La proposta è della precedente giunta guidata da Veltroni. L'attuale sindaco Alemanno ha nominato una commissione di saggi per esaminare l'impatto urbano.

Sul parcheggio del Pincio si deciderà il prossimo giovedì nella seduta di giunta, slittata per la terza volta. Ma a preannunciare la posizione che il sindaco Gianni Alemanno intenderà portare avanti per concludere questa interminabile vicenda, questa mattina sul quotidiano La Repubblica è apparsa una lettera del primo cittadino. “Non ritengo opportuno procedere alla costruzione del parcheggio – scrive Alemanno – convinzione che discende da una corretta applicazione del principio di precauzione che deve sottintendere a tutte le decisioni in materia di tutela ambientale, artistica e archeologica”.

In suo aiuto con molta probabilità arriverà un provvedimento del Ministrro dei Beni culturali Sandro Bondi: l’idea è quella di imporre il vincolo archeologico alla luce degli ultimi ritrovamenti, che metterebbe il Comune al riparo da eventuali richieste di risarcimento da parte delle ditte costruttrici. Inoltre già si parla di un possibile ampliamento del parcheggio del Galoppatoio per consentire di guadagnare comunque qualche centinaio di posti per parcheggiare nel Tridente. Tirano un sospiro di sollievo le molte Associazioni ambientali e di quartiere che in mattinata hanno continuato a far sentire la loro voce sulla terrazza panoramica. I comitati hanno inoltrato l’ennesima lettera al sindaco chiedendo di dare un segnale di discontinuità rispetto al cosiddetto modello Roma: “il sindaco cancelli definitivamente questa vergognosa pagina di storia cittadina, per non passare alle cronache come il sindaco che ha partecipato allo scempio del più bel belvedere del mondo” si legge. I costruttori romani, invece, si dicono amareggiati: il presidente Giancarlo Cremonesi sostiene che “ancora una volta la politica del non fare rischia di non far realizzare le infrastrutture necessarie a elevare la qualità della vita dei cittadini”. Mentre la Sinistra Democratica propone un referendum per dare l’ooportunità ai cittadini di esprimere la loro opinione. 

 

IL SONDAGGIO

 
TAG: pincio
 

[07-09-2008]

 
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