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Risolto l'omicidio dell'architetto

confessa un uomo, tradito da un'impronta

E' stato risolto l'omicidio di Alberto Falchetti, l'architetto romano di 59 anni, trovato morto lunedì scorso nella sua abitazione nel quartiere Aurelio. Ha confessato il romeno arrestato dalla Polfer alla stazione di Civitavecchia e subito consegnato alla mobile romana. E' accusato di omicidio e rapina. A tradirlo è stata un'impronta lasciata su una bottiglia di birra in casa della vittima (nel luglio del 2007 era stato fermato e le sue impronte digitali erano nella banca dati).

La confessione di Iulian Muscocea, 26 anni, ha consentito una ricostruzione chiara dell'accaduto. I due si sono conosciuti domenica sera in un cinema nei pressi della stazione Termini. In un secondo momento, sempre secondo le parole del ragazzo, sono andati "a casa dell'architetto per un incontro sessuale". Ma la situazione sarebbe degenerata in lite violenta, anche se le ragioni effettive sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Il ragazzo ha colpito Falchetti con calci e pugni ma sostiene che non pensava di averlo ucciso quando ha cominciato a rovistare la casa, trovando alcuni pc, macchine fotografiche, un braccialetto d'oro e pochi contanti. Tutta "roba" che poi ha venduto a una ricettatrice moldava per 550 euro. La posizione della donna è ancora al vaglio degli inquirenti, così come quella del giovane connazionale - estraneo al fatto, di cui però forse era a conoscenza - che si trovava in compagnia di Muscocea al momento dell'arresto. Secondo gli inquirenti, il romeno era a Civitavecchia per imbarcarsi per Barcellona.

La vittima era anche art-director della rivista Grand Hotel, ed era stato trovato dalla colf in mutande, in un lago di sangue, vicino al divano. Gli investigatori hanno prelevato impronte e residui biologici lasciati su bicchieri e stoviglie e passato al setaccio i tabulati delle telefonate in entrata e in uscita dal cellulare di Falchetti, visto in vita per l'ultima volta dalla colf alle 17.30 di sabato scorso.

Il vicequestore vicario Cardona ha espresso apprezzamento per il lavoro della Polfer. "Un'indagine risolta in 36 ore, in cui - ha sottolineato - è stata preziosa la cooperazione della polizia romena, dal momento in cui avevamo la certezza che sul luogo dell'omicidio vi era stato un cittadino rom.

 
 

[20-08-2008]

 
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