Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Le Morti di Ian Stone

di Dario Piana. Con Mike Vogel, James Bartle

di Narda Liotine

Nel corso di quella che sembra una giornata molto sfortunata, Ian Stone si trova a soccorrere un uomo accasciato nei pressi di un passaggio a livello che, dopo una breve colluttazione, lo trascina sotto il treno in arrivo. Questa è solo una delle morti che Ian sarà costretto a sopportare fino a quando, sostenuto dalla donna che ama e che è costantemente presente nella sue vite, riuscirà a liberarsi da questa terrificante ciclicità.

Con un budget dichiarato di 11 milioni di dollari e un cast tecnico in cui spicca la presenza del premio oscar recentemente scomparso Stan Winston in qualità di produttore e artista degli effetti speciali, l’horror-fantasy inglese LE MORTI DI IAN STONE sembrava promettere molto bene alla vigilia dell’uscita delle sale internazionali. Ma il ritorno alla regia dopo lo sfortunato sequel del vanziniano SOTTO IL VESTITO NIENTE per Dario Piana, che era ormai passato alla sceneggiatura televisiva, non riesce a soddisfare, neppure lontanamente, le aspettative del pubblico.

Quello che convince meno e probabilmente dichiara l’insuccesso di questo thriller inglese con velleità orrorifiche è l’invariabile ripetitività della sceneggiatura la cui struttura circolare riesce ad annoiare pienamente nonostante l’inarrestabilità dell’azione. Se la prima parte del film pare la goffa emulazione dell’ inquietante JACOB’S LADDER, con tanto di creature oltremondane determinate a torturare il protagonista, il resto è invece la palese brutta copia di uno qualsiasi dei MATRIX, costumi compresi.

Si tratta di uno dei tanti presunti horror in cui il soprannaturale fallisce nel tentativo di sconvolgere e neppure la sua intromissione nel mondo dei vivi riesce a spaventare a sufficienza lo spettatore per quant’ è prevedibile. Non si esclude che la storia avrebbe potuto funzionare meglio se le dosi di suspense e imprevedibilità fossero state più massicce e invece ci ritroviamo puntualmente delusi dall’ennesimo horror estivo.

*

[25-07-2008]

 
Lascia il tuo commento