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Ritratto Barocco

mostra a Villa d'Este di Tivoli

di Nicola Navazio
 
Ritratti come monumenti, per eternare i personaggi in posa, papi, cardinali, principi, gentiluomini, ma anche bambini che giocano. E' il “Ritratto Barocco”, la grande mostra che si è aperta in questi giorni a Villa d'Este di Tivoli inaugurando così la stagione estiva della splendida dimora, che, con il parco e le fontane, sarà aperta anche di sera, il venerdì e il sabato, fino a metà settembre.

Curata da Francesco Petrucci, l'importante esposizione raccoglie 37 dipinti provenienti da raccolte private italiane e straniere. Nella gran parte dei casi si tratta di opere di altissima qualità, che non escono quasi mai dalle collezioni e il largo pubblico può ammirare qui per la prima volta. Tra l'altro, la rassegna riporta la pittura in Villa dopo numerose esposizioni dedicate all'arte contemporanea e in particolare alla scultura. L'allestimento della rassegna rievoca dunque le antiche quadrerie, richiamandosi proprio ai criteri di arredo cui erano soggetti anche i capolavori più celebrati, che qui non mancano. E che si susseguono, armonizzati nelle dimensioni e nelle cornici attraverso le cinque sale del percorso, iniziando con il ritratto di Maria Farnese, sposa del principe Francesco I d'Este, sfarzosamente raffigurata dal pittore francese Nicolas Reigner con un abito ricoperto di perle.

La ritrattistica barocca aveva un forte carattere aulico, non si fermava a indagare la psicologia del personaggio, ma doveva esprimere il fasto e i privilegi irraggiungibili della casta degli aristocratici. Al pari della principessa, anche i cardinali e i pontefici sono immortalati come monumenti eterni del potere. Magnifici lo studio del Guercino per il ritratto del cardinale Bernardino Spada, riemerso dal mercato antiquario solo qualche mese fa, e il Ritratto di uomo, recente attribuzione alla mano di Anton van Dyck. Nelle sale successive ecco il lucchese Coriolano Orsucci raffigurato da Charles Mellin con abiti che seguono la foggia spagnola, mentre gli ufficiali di Vouet ostentano fiocchi e pizzi sulle lucenti armature secondo la moda francese che imperversava a fine '600. Straordinari i quattro dipinti di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, forse il più grande ritrattista barocco.

Da Papa Alessandro VII al Cardinale Sigismondo Chigi, le trine e i velluti testimoniano una condizione di potere destinata a stupire. Ma su tutti emerge il ritratto di Clemente XIII eseguito da Anton Raphael Mengs, in cui il pontefice è raffigurato in posa ardita, frontale, troneggiante tra ori e damaschi, anche se l'icona della mostra é il capolavoro del Rococò, l'Allegoria dei sensi di Sebastiano Ceccarini, che raffigura cinque fanciulli intorno a una spinetta. Proprio la preparazione della mostra ha fatto scoprire che i piccoli aristocratici raffigurati appartenevano tutti alla famiglia romana dei Muti Bussi.

Come raggiungere Villa d'Este:
In automobile: Autostrada A24, uscita Tivoli;
In treno: Linea Roma-Pescara, Stazione Tivoli;
In pullman: Linea Cotral Roma-Tivoli (capolinea di Roma: fermata metro
Ponte Mammolo; fermata di Tivoli: Largo Nazioni Unite).

 

[15-07-2008]

 
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