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Maxi frode al fisco

otto arresti, sequestrati 14 immobili

Circa 500 milioni di euro truffati allo stato, evasione fiscale, contributiva, appropriazione indebita e reati fallimentari. Ottenevano appalti di pulizie milionari da regione, ministeri, e importanti società come aeroporti di Roma.

Appalti vinti regolarmente grazie a prezzi concorrenziali, ma poi truffavano il fisco e gli enti previdenziali, la guardia di finanza ha scoperto un sistema di società a scatole cinesi intestate a perstanome, l’associazione a delinquere con ramificazioni in lussemburgo e regno unito, si avvaleva di circa 300 società di servizi di pulizie, società consorziate che erano solite operare per un breve periodo di tempo, circa un anno e mezzo, poi chiudevano con ingenti debiti tributari, bilanci falsati e alla chiusura, a volte, venivano trasferite quote societarie all’estero. Un giro di denaro attraverso centinaia di conti correnti, erano 5.000 i dipendenti delle societa’, quando una di queste chiudeva venivano automaticamente riassunti da un’altra impresa, sempre della stessa organizzazione. L’operazione della finanza si è conclusa all’alba, 50 le perquisizioni, otto gli arresti, tra cui il capo dell’organizzazione, Giovanni De Pierro, 58 anni, romano di adozione ma di origine napoletana, l’uomo è stato fermato a ventimiglia mentre tentava di scappare all’estero. Di Pierro si avvaleva della collaborazione di pochi fidati, finiti tutti in carcere o agli arresti domiciliari. La finanza ha trovato anche centinaia di migliaia di euro in contanti, ha sequestrato 14 immobili solo a roma per un valore di 30 milioni di euro. La sede “occultata” dell’organizzazione che non risultava in nessun atto, era all’Eur, a largo Antonelli.

"L'associazione a delinquere - spiega la Guardia di finanza - con ramificazioni in Lussemburgo e Regno Unito, si avvaleva di circa 300 società operanti soprattutto nel settore degli appalti di pulizie presso Enti Pubblici nonchè società ed enti privati. Grazie all'illecito abbattimento delle imposte e dei contributi previdenziali ed assistenziali, riuscivano ad accumulare elevati proventi illeciti che venivano riciclati attraverso complesse operazioni finanziarie ed immobiliari e, successivamente, reimpiegati in attività economiche apparentemente lecite, nel settore immobiliare, della ristorazione, della nautica da diporto, dell'autonoleggio, del trasporto e facchinaggio".

[11-07-2008]

 
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