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Esercito nelle periferie di Roma

aspettando le telecamere

Arriva l'esercito nelle stazioni ferroviarie e ai capolinea dei bus di periferia. Il Sindaco Gianni Alemanno ha deciso l’impiego dei militari nella sorveglianza delle aree isolate come questa, la stazione di Tor di Quinto, dove fu aggredita e uccisa il 30 ottobre scorso Giovanna Reggiani. Il Campidoglio ha deciso invece che i soldati non pattuglieranno le zone del centro città.

"Non ritengo che i militari debbano essere utilizzati con compiti di pattugliamento nei centri abitati -ha detto Alemanno - mentre possono essere impiegati per presidiare siti periferici isolati. Tuttavia - ha sottolineato il sindaco - ancora non abbiamo il decreto applicativo del Ministro dell'Interno del pacchetto sicurezza. Questo prevede la disponibilità di tremila unità delle forze armate, ma non sappiamo ancora quante saranno destinate a Roma". Il primo cittadino ha spiegato che i militari "potranno essere utilizzati anche nelle ambasciate per risparmiare personale che può essere impiegato sul territorio".

Alemanno ha precisato che sono già una trentina i siti già individuati, ma 23 saranno messi sotto sorveglianza per primi fino a quando non saranno le telecamere a garantirne la sorveglianza. I progetti del comune prevedono il funzionamento delle telecamere e l’attivazione delle colonnine sos dal prossimo settembre, quindi vedremo i militari all’opera almeno per tutta l’estate. Per disporre subito dei soldati il sindaco deve però attendere il decreto attuativo del pacchetto sicurezza, varato dal governo. Il decreto dovrà specificare anche quante delle 3mila unità a disposizione, saranno dislocate a Roma. L’utilizzo dell’esercito costerà allo stato 31 milioni di euro all’anno

[26-06-2008]

 
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