La polizia scientifica ha analizzato i cunicoli dove potrebbe essere stata tenuta Emanuela Orlandi. Gli uomini della squadra mobile di Roma hanno effettuato una "ispezione dei luoghi" dell'appartamento e dell'ampio sotterraneo, in via Pignatelli, nei pressi di piazza San Giovanni di Dio, in zona Gianicolense, dove, in base alle dichiarazione rilasciate Sabrina Minardi, sarebbe stata tenuta la ragazza rapita il 22 giugno dell'83.
Alla perquisizione dell'appartamento e del sotterraneo hanno partecipato anche gli specialisti dell'Ert (Esperti ricerca tracce della Scientifica), che hanno utilizzato, tra l'altro, un georadar, per verificare se al di sotto del manto stradale siano presenti delle cavità. Gli agenti hanno effettuato delle verifiche anche in via Giovanni De Romanis, strada che fa angolo con via Pignatelli ed hanno utilizzato l'apparecchio anche nel giardino di una scuola materna che dista circa venti metri dalla palazzina dove, secondo Sabrina Mainardi, sarebbe stata tenuta prigioniera Emanuela Orlandi. Sul postosono stati presenti anche i pm titolare dell'inchiesta: il procuratore aggiunto Italo Ormanni e del sostituto Andrea De Gasperis che in passato si è occupato delle varie inchieste sulla banda della Magliana e perciò collabora ora a questi nuovi accertamenti.
Gli inquirenti hanno dunque deciso di andare a fondo nelle dichiarazione della ex compagna di Renatino De Pedis, che sostiene di aver accompagnato, 25 anni fa, con la sua macchina Emanuela Orlandi e di averla consegnata a un sacerdote. "Arriva 'sta ragazzina: era confusa, non stava bene, piangeva e rideva. All'appuntamento c'era uno che sembrava un sacerdote: scese da una Mercedes targata Città del Vaticano e prese la ragazza", ha raccontato ai magistrati la Minardi, fornendo molti dettagli per identificare la casa vicino a piazza San Giovanni di Dio, che aveva "un sotterraneo immenso che arrivava quasi fino all'ospedale San Camillo".
Quel sotterraneo sarebbe stato, sempre secondo il racconto della Minardi, ristrutturato e ripulito da un esponente di spicco della Banda della Magliana, Danilo Abbruciati.
[26-06-2008]
Peppe[27-06-2008 00:17:46]
1. Qual’è la necessità primaria della mafia ? R. Reciclare il denaro per poi investire con soldi “puliti” 2. Qual’è lo stato vicino dove più facilmente è possibile importare denaro senza troppi controlli ? R. La Città del Vaticano. 3. Come si fa a convincere lo IOR e Marcinkus ad accettare soldi sporchi provenienti da azioni mafiose ? R. Ferendo il suo massimo esponente, il Papa, attraverso un killere che pur catturato faccia pensare al solito complotto proveniente dall’EST. 4. E se sebbene dopo aver ferito il capo di uno Stato il denaro ancora non riesce a passare le maglie dello IOR ? R. Attraverso successivi rapimenti e uccisioni di poveri innocenti, per es 2 ragazze di cui una si chiama Emanuela Orlandi. 5. E quale banda poter contattare che è esperta in reciclaggio, ha contatti con mafiosi e domina il territorio e più facilmente può gestire un rapimento ? R, La banda della Magliana con De Pedis uno dei maggiori esponenti e che tra le volontà espresse da vivo c’è quella di voler esere seppellito da morto nella basilica di S. Apollinare. 6 E chi poteva esaudire questo desiderio dopo la faida nella banda e la morte di De Pedis ? R. Evidentemente chi lo amava, anche da morto e sapeva tutto, potendo facilmente ricattare il Vaticano con la notizia che il centro della spiritualità cristiana era stata o era o è ancora il deposito dei traffici mafiosi. 7. E quale organizzazione poteva permettere tutti questi contatti tra mafia, banda della Magliana e autorità politiche ed Eminenze ? R. La P2 con a capo forse quel politico di cui tanto parlava Buscetta. Tutte congetture da provare, ma che filano tutte liscie come l’olio.




