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Marcinkus ''Il banchiere di Dio''

non solo la scomparsa della Orlandi

di Simone Chiaramonte

 Rapporti ad alta tensione fra Vaticano, politica, finanza e criminalità. Dal 1971 al 1989 Paul Marcinkus è stato uno dei protagonisti indiscussi di una stagione caratterizzata da misteri, cospirazioni e morti sospette. L'arcivescovo statunitense, morto nel febbraio del 2006 dopo aver ricoperto per un trentennio la carica di presidente dell'Istituto per le Opere di Religione, è di nuovo al centro della cronaca a seguito delle rivelazioni sulla sparizione di Emanuela Orlandi di Sabrina Minardi, amante del boss Renatino De Pedis.

 El Paìs, che riporta i fatti di questi giorni, pubblicò un interessante biografia del vescovo dopo il suo decesso. Una lunga lista di fatti che legano l'ex presidente dello IOR a nomi del calibro di Michele Sindona, Licio Gelli, Bettino Craxi. Una coincidenza accomuna invece lo statunitense ad Al Capone: il primo nacque in un quartiere periferico di Chicago nel 1922, il secondo nel medesimo anno e nella stessa città insediò il quartier generale della sua organizzazione mafiosa.

Molti citarono questo fatto quando nel 1987 la giustizia italiana emanò un ordine di cattura contro Marcinkus , che riuscì ad evitare il carcere grazie all'appello di Papa Giovanni Paolo II alla sovranità territoriale vaticana e ad un accordo più o meno dissimulato fra Craxi e le autorità pontificie che permise al sacerdote di "eclissarsi" a Phoenix, città in cui trascorse gli ultimi anni della vita.

Fu Papa Paolo VI lo scopritore ed il protettore del sacerdote di Chicago, figura inconfondibile per l'alta statura, gli occhi azzurrissimi e sigari cubani al seguito. Gran parte della curia vaticana rimase affascinata di fronte all'abilità di Marcinkus nel muovere e moltiplicare il denaro. Nessuno si stranì per i suoi ripetuti viaggi a New York ed in paradisi fiscali come le Bahamas.

 Nel 1974 fu però portato alla luce il suo coinvolgimento nella bancarotta fraudolenta che condusse all'arresto del banchiere Michele Sindona: in ambiente vaticano alcuni si convinsero della sua pericolosità, tra questi il cardinale Agostino Casaroli.

Con la morte del protettore Paolo VI e l'elezione di Giovanni Paolo I la sua sorte sembrava però compromessa. Ma accadde il contrario: il nuovo pontefice morì dopo pochi giorni, "in tutte le ipotesi concernenti la presunta uccisione apparve Marcinkus". Il successore, Papa Wojtyla, era un amico di vecchia data, negli anni '70 infatti il presidente dello IOR canalizzò denaro nero dell'istituto verso il sindacato polacco anticomunista Solidarnosc. Karol Wojtyla non lo dimenticò mai.

Nel giugno del 1982 si scoprì un cadavere impiccato in un ponte londinese. Era quello di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano. Il suo presunto suicidio permise di scoprire una immensa trama di corruzione che includeva la banca da lui diretta, la loggia massonica P2 di Licio Gelli e lo IOR di Marcinkus. Molte delle donazioni politiche segrete del Banco Ambrosiano finirono proprio nelle casse del Solidarnosc.

La giustizia italiana "agì con estrema lentezza" quindi nel 1987 la Finanza di Roma ordinò la detenzione di Marcinkus: Giovanni Paolo II diede vita ad un conflitto diplomatico con l'Italia e rifiutò di consegnarlo.

In questi giorni, a concludere il quadro già da tempo conosciuto, le dichiarazioni della Minardi, amante di De Pedis: "Renato, da quello che mi diceva, aveva interesse a cosare con Marcinkus perché questi gli metteva sul mercato estero i soldi provenienti dai sequestri". Sul mandante del rapimento della Orlandi ha aggiunto: "Quello che so è che (la decisione, ndr) era partita da alte vette... tipo monsignor Marcinkus... E' come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro".
Per la Santa Sede "accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi". Eppure in vita la giustizia italiana cercò in tutti i modi di ascoltarlo ma ottenne scarsi risultati.


Paul Marcinkus, 'el banquero de Dios'
Paul Marcinkus nació en Cicero, un barrio suburbial de Chicago, el 15 de enero de 1922. Ese mismo año, Al Capone estableció en Cicero el cuartel general de su organización mafiosa. Ésa fue una coincidencia muchas veces citada cuando, en 1987, la justicia italiana emitió una orden de detención contra el arzobispo Marcinkus, presidente del Instituto para las Obras de la Religión (IOR) y máximo responsable de las inversiones vaticanas. Leggi

 
TAG: Orlandi
 

[25-06-2008]

 
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