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Loredana si è difesa da Nicolò

svolta nelle indagini, l'accusa è di omicidio

Si fa più chiara la vicenda che ha coinvolto due fidanzati trovati in un lago di sangue in una casa nel quartiere Trionfale. Per Nicolò Di Stefano, 24 anni, ancora ricoverato nel policlinico Gemelli,  l'accusa è omicidio premeditato con l'aggravante delle sevizie e crudeltà.

Gli esiti dell'autopsia sul corpo di Loredana Benincasa, 25 anni, hanno fornito gli ultimi tasselli per ricostruire la dinamica: domenica mattina la stanza da letto al primo piano della villetta rosa di vicolo dell'Acqua Paola nella periferia a nord della capitale è stata lo scenario di un disegno di morte che inizialmente era apparso come un doppio suicidio . Nicolò ha infierito sul corpo di Loredana in modo crudele e spietato.

Gli esami effettuati al policlinico Gemelli sul corpo della ragazza, trovata sul letto della sua casa con la gola squarciata e le ferite di trenta coltellate, hanno rivelato che Loredana si è difesa ma Nicolò ha colpito più volte, senza lasciarle scampo. Colpi violenti, profondi: per la giovane il tentativo disperato di difendersi da tanta violenza non è bastato a evitarle la morte. Quando gli operatori del 118 sono arrivati in quella tranquilla stradina del Trionfale, avvertiti da una telefonata di Roberto Di Stefano, il papà di Nicolò, Loredana era già morta, sdraiata sul letto accanto al suo fidanzato, anche lui ferito gravemente. Vicino al letto due bisturi e due coltelli a serramanico.

Nicolò è ancora ricoverato in rianimazione all'ospedale Gemelli ma entro la fine di questa settimana potrebbe essere già ascoltato dal pubblico ministero. Le sue condizioni, infatti, sono in lento ma costante miglioramento.

Il ragazzo dovrà spiegare i motivi del gesto, di quella furia omicida e autodistruttiva. Una coppia che appariva serena, sotto lo stesso tetto già da due anni, ma forse qualcosa non andava più nel verso giusto, una situazione complicata forse dall'atteggiamento dei genitori della coppia. Ancora troppo poco per spiegare il movente che ha portato alla tragedia e che vede Nicolò accusato della morte della fidanzata. Ora agli investigatori resta da verificare se il biglietto d'addio trovato sul comodino accanto al letto ("Speriamo di non avervi deluso, siamo stanchi, perdonateci. Addio, lasciateci insieme") sia stato scritto soltanto da lui, anche se firmato da entrambi.

[25-06-2008]

 
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