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L'Incredibile Hulk

di Louis Leterrier. Con Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth

di Svevo Moltrasio

Colpito durante un esperimento da radiazioni, lo scienziato Bruce Banner diventa un mutante. Incapace di controllare la propria metamorfosi scappa dalla società in cerca di un antidoto, ma l’esercito americano lo ricerca. Guai a farlo arrabbiare..

La seconda produzione dei Marvel Studios, che spera di bissare l’insperato trionfo di IRON MAN, è una nuova versione del celebre supereroe verde che torna sul grande schermo a cinque anni dall’insuccesso diretto da Ang Lee. La regia questa volta è affidata al giovane francese Louis Leterrier, ma la pellicola durante il montaggio, che ha visto il taglio di numerose scene, ha fatto sorgere diversi screzi tra la produzione e il protagonista Edward Norton che, insoddisfatto del lavoro, ha fatto ritirare il proprio nome tra gli autori del copione.

Se della versione precedente di Ang Lee non era piaciuta, almeno agli appassionati e al grande pubblico, l’eccessiva componente intellettuale, in questo nuovo film la Marvel ha puntato alla massima semplicità, ritornando ai temi che avevano decretato il successo della celebre serie tv, con un protagonista sempre in fuga, da se stesso e dai militari. Dopo un bell’inizio tra le favelas brasiliane, la vicenda si sposta negli States con prevedibili scene di distruzione. Il film non si prende la briga di raccontare la nascita del mostro, che è mostrata direttamente durante i titoli di testa, e si concentra da una parte su la storia d’amore tra Banner e la dottoressa interpretata da Liv Tyler, e dall’altra sui militari capeggiati dal padre della bella e su un soldato estremamente aggressivo, con il volto di Tim Roth, che subirà una mostruosa metamorfosi.

Proprio nei cattivi di turno si evidenziano le cose più interessanti, merito soprattutto degli interpreti, per il resto si confermano le difficoltà che questo supereroe sembra scontare nella trasposizione cinematografica: una di valore visivo – le tecniche digitali danneggiano la qualità fisica del mostro verde – l’altra di scrittura – il complesso psicologico del protagonista pare troppo sofisticato per un film spettacolare. Così il film, in cui si sente il peso di un montaggio travagliato, si limita a ripercorrere scene e situazione già viste: dai momenti romantici - KING KONG - agli scontri tra titani - TRANSFORMERS. L’ironia scarseggia e quando c’è è fuori luogo – il tassinaro spericolato – e il divertimento limitato – sarà un caso ma gli unici brividi li regala il cammeo di Tony Stark/Robert Downey Jr.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[22-06-2008]

 
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