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L'Anno in cui i Miei Genitori Andarono in Vacanza

di Cao Hamburger. Con Michel Joelsas, Germano Haiut

di Narda Liotine

Durante l’estate del 1970 mentre il Brasile attende impaziente l’inizio dei mondiali di calcio, il paese viene messo a ferro e fuoco dalla dittatura militare al potere. Molti attivisti politici sono costretti ad una “vacanza” forzata, così i genitori di Mauro che decidono di affidarlo alle cure del nonno che muore, però, di lì a poco. Giunto nel quartiere Bom Retiro di San Paolo Mauro scoprirà la sconosciuta multiculturalità e l’affetto che riuscirà a riempire il vuoto lasciato dai suoi genitori.

Il regista Cao Hamburger è figlio di madre italiana e padre tedesco ma vive a San Paolo, un vero melting-pot che ha per certo influenzato l’atteggiamento universalista e cosmopolita di questa pellicola. Nella rosa dei candidati al premio Oscar come miglior film straniero, L’ANNO IN CUI I MIEI GENITORI si inserisce di buon diritto tra le opere che stanno segnando da un decennio a questa parte la cosiddetta retomada, la rinascita del cinema brasiliano rappresentata nelle sale italiane anche dall’ottimo TROPA DE ELITE.

La critica occidentale ha bollato la seconda opera di Cao Hamburger, l’unica che sia giunta sugli schermi d’oltreoceano, come “esageratamente argentina”. Il perché non tarda a rivelarsi se stiamo alla fotografia che ricorda nella sua chiarezza storicizzante il recente CRONACA DI UNA FUGA - Buenos Aires 1977. L’attenzione dilagante del cinema brasiliano per la storia politica del proprio paese è un elemento specifico imprescindibile per recuperare quel realismo emotivo che la retomada ha assunto come vocazione. Anche qui come in CENTRAL STATION e CITTA’ DI DIO la storia passa sulla pelle di un adolescente staccato dalla tenerezza dei giochi infantili e messo troppo presto di fronte alla tragicità del reale.

E’ formidabile, da questo punto di vista, la capacità della narrazione di tenere assieme il nucleo tragico e l’involucro da commedia incarnato nei giochi innocenti dell’infanzia e nell’altrettanto innocente sguardo dei bambini sul mondo. Il climax sportivo finale e il successo della nazionale di calcio corrisponde ad una tremenda sconfitta per i diritti umani e per la democrazia.

**1/2

[15-06-2008]

 
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