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Dipendenti del gruppo Cecchi Gori

dipendenti preoccupato, rischiano di perdere il lavoro

"Vogliamo lavorare non chiudeteci le sale", questo lo striscione affisso di fronte al cinema "Adriano" da circa 50 lavoratori si sono dati appuntamento a piazza Cavour per dare vita ad un'assemblea a nome di tutti e 150 i dipendenti del gruppo Cecchi Gori Cinema e Spettacolo: dopo l'arresto dell'imprenditore e presidente Vittorio Cecchi Gori e dell'ad della società Luigi Barone avvenuto il 3 giugno scorso, gli 11 cinema del gruppo (31 sale complessive) rischiano di chiudere ed i dipendenti di perdere il
lavoro.

Protestano anche i dipendenti dell'unico cinema del quartiere Centocelle, il prossimo 26 giugno l'ufficiale giudiziario metterà i sigilli ai cancelli del "Broadway" che a detta dei lavoratori è il terzo cinema per fatturato dopo l'"Adriano" e l'"Atlantic" della società Cecchi Gori Cinema e Spettacolo. Per questo motivo tutti e 150 i dipendenti del gruppo il 26 giugno prossimo hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte alla struttura, a via dei Narcisi.

"Il Broadway - ha spiegato Milena Greco, una dei 6 dipendenti del cinema - è un vero e proprio punto di riferimento culturale del quartiere. E' un cinema popolare a tutti gli effetti, con prezzi estremamente competitivi: 5 euro per il biglietto intero e 4 per quello ridotto". Secondo quanto riferito, il cinema
oltre ad essere l'unico di uno dei quartieri più popolosi della capitale svolge anche una funzione sociale, con programmazioni per le scuole, per gli anziani e per gli immigrati. "Quindici anni fa - ha spiegato un altro dipendente del cinema Claudio Cioffi - la struttura è entrata a far parte del gruppo Cecchi
Gori, che l'ha riaperta dopo un periodo di chiusura e l'ha ristrutturata aumentando le sale da 1 a 3 per un totale di circa 750 posti" ha concluso.

[14-06-2008]

 
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