Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronache di reparto
 
» Prima Pagina » Sanita' Roma » Cronache di reparto
 
 

Il Matrimonio

Mi chiama d’urgenza l’infermiere: “Dottore, abbiamo un problema col paziente al letto ventidue, quello grave. Stamattina si rifiuta di prendere la terapia. Dice che non lo fa fino a che non ha parlato con lei”.

Malgrado tutti i tentativi fatti per abbassare la frequenza cardiaca, il signor Prevelli non accenna a migliorare, anzi, ieri mi sembrava peggiorato. E’ gonfio, pieno di liquidi, continua a lamentarsi dell’affanno, mi sa che è davvero il caso di scambiare con lui due parole e dirgli come stanno veramente le cose. Ma devo essere cauto, ci manca solo che lo spavento. E invece, una volta nella sua stanza, è lui a sorprendere me.

“ ‘A dottò, è inutile che ci giriamo intorno, lo so benissimo che sto morendo. Solo, mi lasci morire contento.” E’ lucido, mi guarda con occhi speranzosi. “Mi dica, signor Prevelli”.“Lo so che non mi può dimettere, ma io la mia Anita la voglio sposare lo stesso. Me la lasci sposare qui in reparto”. E’ ovvio, non posso dirgli di no. Oggi il casino in reparto è tanto, sono in ritardo con le lettere di dimissioni, ma se questo matrimonio s’ha da fare, devo essere pratico. “Aspetti qui con la sua Anita, ora chiamo in Municipio e vedo che si può fare”. Quando si dice che era destino. All’ufficio dell’anagrafe la linea è libera, parlo direttamente con il funzionario e mi dice che può venire personalmente. Addirittura si offre di contattare lui stesso un rappresentante del Campidoglio per il rito civile. Può mai essere che Roma oggi non si sposi nessuno? Strano ma vero, la cosa si può fare.

Alle 14,30 il signor Prevelli e la sua convivente si uniscono in matrimonio. Non si sa da dove, sbucano alcune paste e qualcuno stappa una bottiglia. Il signor Prevelli non potrebbe bere nel suo stato, così ben attento a che nessuno mi veda, gli allungo un bicchiere con un goccio di champagne. Lui mi guarda, gli occhi lucidi, è contento. Con un filo di voce: “Dottò, lo so che non posso…mi ci bagno solo le labbra…porta bene.”

[22-12-2006]

 
Lascia il tuo commento