Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Protesta dei pescatori a Fiumicino

sui banchi niente ''pescato'' italiano

Ai banchi si trova solo pesce d’allevamento, oppure arriva da Francia, Grecia o altri paesi europei. Anche i mercati romani risentono della protesta dei pescatori per il caro gasolio. A fiumicino le barche sono in banchina da piu’ di una settimana, ferme aspettando che il ministero per mercoledi’ vari un piano che possa “aiutari” i pescatori che negli ultimi due anni hanno avuto un aumento dei costi legato al gasolio di ben il 200%. Nell’incontro di ieri il ministro dell’agricoltura Luca Zaia ha rassicurato le associazioni di categoria, ma la protesta continuerà.

"Abbiamo incontrato il ministro che ci ha rassicurato - racconta Claudio Brunati - reponsabile regionale Federcoopesca - i pescatori sono esasperati: negli ultimi 36 mesi hanno avuto aumenti di costi esagerati e non riescono più a pareggiare le spese con il pesce venduto".

Nei mercati romani, quindi, niente pesce italiano, gli otto giorni di protesta dei pescatori si prolungheranno sino a mercoledi’ quando la questione del caro gasolio, ormai di portata europa, sarà presa in considerazione direttamente dall’unione europea che potrebbe varare aiuti per i pescatori.

Lo stop dei pescherecci cade proprio alla vigilia della 37esima edizione della sagra del pesce di Fiumicino, che rischia di saltare a causa dell’agitazione, per il momento la manifestazione è confermata, ma potrebbero esserci problemi di approvigionamento.

 
 

[06-06-2008]

 
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