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Sgombero rom a Testaccio

Alemanno ''intervento deciso da tempo''

La situazione all'ex Mattatoio di Testaccio resta tesa. I 120 nomadi italiani di origine slava, con i bambini che vanno a scuola, insediati da anni illegalmente accanto al Foro Boario, vicino Largo Giovanni Battista Marzi di fronte al Villaggio Globale, non accettano di essere trasferiti temporaneamente a Castel Romano. Quel campo, dicono, "è insalubre, troppo affollato e distante da Roma, soprattutto per i bambini che vanno a scuola"

La maggior parte, nel campo, parla italiano e manda i figli a scuola. Sono infatti centocinquanta rom di origine istriana sgomberati da largo Giovanni Battista Marzi, all’altezza di ponte Testaccio.

Le forze di polizia – agenti dela questura e vigili urbani dell’VIII gruppo della municipale- sono arrivate intorno alle otto di stamattina: l’insediamento, sorto il 10 maggio, è composto da una trentina di roulotte. Molti bambini frequentano la scuola elementare di Testaccio, e per portare a termine lo sgombero si è atteso il loro rientro da scuola.

"Si sta facendo una polemica pretestuosa sull'intervento fatto oggi, perchè è un intervento deciso da tempo, di piccola entità, fortemente richiesto dai cittadini della zona, che interviene in una situazione evidentemente illegale". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno rispondendo ai giornalisti a proposito dello sgombero.

Le operazioni di sgombero sono coordinate dal dirigente dell'ufficio prevenzione generale della questura, Raffaele Clemente e coadiuvate dai vigili urbani dell'VIII gruppo comandati da Antonio Di Maggio. I rom, con le loro 30 roulotte, occupano lo spazio di fronte al Villaggio Globale dal 10 maggio 2007 e sono tutti di nazionalità italiana e molti bambini frequentano la scuola elementare di Testaccio.

 
TAG: rom - nomadi
 

[06-06-2008]

 
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